Curiosità e info generali sulla verdura.

Pomodori, da ornamento velenoso a pomo d’oro

La pianta del pomodoro sembra essere originaria dell’America del Sud, in particolare del Messico e del Perù, dove viveva come pianta selvatica che, grazie al clima tropicale, riusciva a dare pomodori durante tutto l’anno.

Raggiunse l’Europa intorno alla metà del 1500 e finì per essere coltivata in tutto il mondo. Non ottenne sin da subito il successo di cui oggi gode; i primi pomodori giunti in Europa erano piccoli e giallognoli (da cui probabilmente deriva il nome pomum aureus (mela o pomo d’oro), non molto invitanti; erano sospettati di essere velenosi e venivano utilizzati come pianta ornamentale.

Pomodoro Ortofrutta TreviCol passare del tempo, complice il clima più favorevole, la pianta di pomodoro raggiunse il Sud Italia, ottenendo frutti più grandi e di colore arancione-rosso, sicuramente più belli.

Progressivamente divenne uno dei cibi maggiormente consumati dai contadini più poveri, vista la sua facile reperibilità e il basso costo. Un salto verso un maggiore apprezzamento si verificò con le pestilenze tra il 1600 e il 1700, quando in assenza dei cibi solitamente consumati, anche i benestanti furono costretti ad individuarne di alternativi.

 

Coltivazione dei pomodoriPomodoro Ortofrutta Trevi

Dalle numerose varietà, la pianta dei pomodori è a crescita indeterminata e richiede supporti. Le tipologie più precoci completano il ciclo produttivo dopo 140 giorni; i frutti possono essere staccati ancora verdi, di solito devono passare circa 45/50 giorni dalla fioritura.

In Cile e in Ecuador in particolare, il pomodoro esiste come pianta selvatica e grazie al clima tropicale, fornisce frutti durante tutto l’anno; nelle regioni europee, invece, se coltivato all’aperto, ha un ciclo stagionale limitato al periodo estivo.

Il fusto della pianta, alta al massimo due metri, non è abbastanza resistente per sostenere i pomodori e quindi ha bisogno di appositi sostegni: la crescita è supportata da canne di bambù che, una volta piantate a terra, divengono il supporto intorno al quale si intrecciano foglie e rami.

Si adatta a climi caldi e secchi ma, in tali circostanze, riduce la sua produttività; al contrario, gli aumenti sono significativi in presenza di abbondante acqua. La pianta di pomodoro necessità di fertilizzanti per raggiungere il massimo delle sue capacità produttive; sopporta in modo scarso le basse temperature, preferendo climi miti e ottima luminosità.

Varietà infinite di pomodori

Pomodoro Ortofrutta Trevi

Siamo soliti utilizzarlo in cucina il pomodoro come verdura, ma in alcune parti del mondo, è considerato un frutto, in modo simile a mele, pere ecc.

Il pomodoro è forse l’ortaggio con più tipologie di forme della pianta e dei frutti. In commercio siamo abituati a vedere tantissime varietà di pomodori; possiamo tralasciare i loro nomi specifici, poichè di solito li scegliamo in base all’uso che intendiamo farne. Le tipologie più apprezzate e diffuse sono:

  • San Marzano;
  • Datterino e Ciliegino;
  • Cuor di bue;
  • “Da insalata”;
  • “Da sugo”.

Pomodoro Ortofrutta Trevi

Generalmente i pomodori nascono a grappoli, in quantità non esigue. Il loro numero aumenta per le varianti più piccole, meno esigenti in termini di spazio e, dunque, più adatte anche alla coltivazione in vaso.

I San Marzano, dalla forma allungata, sono particolarmente idonei alla conserva in barattolo (i “pelati”) poiché contengono poca acqua. Quelli che chiamiamo pakino, devono il loro nome al comune della Sicilia in cui furono coltivati; al contrario di quanto si pensa generalmente, rientrano in questa tipologia non solo la tipologia ciliegino ma anche il pomodoro detto costoluto. I ciliegino, piccoli e sferici, si prestano bene ad uso a crudo o a sughi; mentre i datterino, dalla forma più allungata, hanno un sapore nettamente superiore a quello di qualsiasi altro ciliegino. Qui vedete un esempio delle numerose varietà di pomodoro esistenti.

I pomodori si conservano in frigorifero per tre o quattro giorni, ma potete anche scegliere di surgelarli: ridotti a pezzetti oppure in forma di salsa, possono mantenersi fino a nove mesi.

Pomodoro Ortofrutta TreviIl pomodoro fa bene?

I pomodori sono ricchi di importanti elementi nutritivi che li rendono un valido alleato per la nostra salute.

Sono costituiti in massima parte (94%) da acqua; vi si rintracciano notevoli quantità di sali minerali tra i quali il potassio, utile nel riequilibrare la componente idrica del nostro corpo; riesce a combattere problemi collegati ad essa, come stanchezza, crampi, ritenzione idrica; inoltre il potassio aiuta a ridurre la pressione arteriosa.

Un’ulteriore importante presenza è il fosforo, fondamentale nei processi di riparazione cellulare e nella regolazione del pH, utile anche per la salute di denti e ossa.

Pomodoro Ortofrutta Trevi

La Vitamina C, acido ascorbico, svolge una forte azione antiossidante: importante contro i radicali liberi e nello stimolare il buon funzionamento del sistema immunitario; risulta fondamentale anche per l’assorbimento di ferro e nella produzione di collagene.

Infine, la Vitamina K, ha un ruolo nel processo di coagulazione del sangue.

Il colore rosso dei pomodori è dovuto ad un antiossidante, il licopene; come nell’anguria, questo carotenoide è responsabile della colorazione; tra le sue proprietà, emerge quella antinfiammatoria oltre a quella protettiva nei confronti della vista.  Risulta prezioso anche nella lotta all’invecchiamento cellulare e contro i tumori.

Povero di calorie, il pomodoro può essere consumato anche da chi deve seguire una dieta ipocalorica (100 g. per 18 calorie).

Dunque avanti tutta con insalate, sughi, salse, conserve: il pomodoro nella nostra cucina è davvero onnipresente. Riuscireste a rinunciarvi? In questo post vi diamo qualche spunto su come utilizzare i pomodori.

Trevi s.r.l. vi invita a consumare prodotti italiani. Vieni a trovarci, ci troviamo al centro di Roma, a poca distanza dalla splendida Fontana di Trevi. Se hai domande, contattaci pure, saremo lieti di risponderti.

Rosso pomodoro dall’orto in tavola

Senza dubbio molte sono le proprietà benefiche del pomodoro, ve ne abbiamo parlato in quest’articolo; in tempi più antichi erano scarsamente apprezzati, nella nostra cucina invece sono una certezza: ormai li troviamo praticamente tutto l’anno; tuttavia è bene sapere che consumare ortaggi e frutta di stagione offre garanzie sulla qualità del prodotto.

Pomodori Ortofrutta Trevi Roma

Pomodori secchi

Di solito i raccolti di pomodori sono piuttosto abbondanti; se dopo averli regalati ad amici, ve ne restano ancora in abbondanza ecco cosa potrete realizzare.

Appartenente alla tradizione calabrese e pugliese, i pomodori sott’olio sono una conserva molto amata anche nel resto di Italia. L’essiccazione lenta dei pomodori, fa perdere loro l’acqua, acquistando un sapore che diverrà ancora più deciso con la conservazione.

  • Pomodori San Marzano 1 Kg;
  • Olio Extravergine di oliva q.b.
  • Zucchero e sale q.b.

Pomodori Ortofrutta Trevi Roma

Lavate i pomodori e tagliateli nel senso della lunghezza, disponendoli su una teglia da forno, con la parte interna rivolta verso l’alto. Cospargete con sale, zucchero e un filo di olio.

La cottura è piuttosto lunga, a 120° per 8/10 ore. Una volta cotti, lasciate che si freddino. Intanto procedete alla preparazione dei vasetti, prestando molta attenzione alla sterilizzazione, come vi abbiamo raccontato qui.

Inserite i pomodori nei vasetti, formando degli strati che piano piano presserete: aggiungete anche l’olio. Procedete fino a quando il barattolo sarà pieno ma abbiate cura di lasciare almeno 1 cm di spazio da suo bordo superiore. Bollite i vasetti in una pentola piena di acqua, avvolgeteli in un canovaccio in modo che durante la cottura non rischino di scontrarsi.

Pomodori Ortofrutta Trevi

Aspettate circa 20-30 minuti; se utilizzate barattoli con tappi a vita, accertatevi che abbiate ottenuto il sottovuoto e non si senta il clack premento al centro del barattolo.

L’alternativa al”essiccazione al forno (la vostra bolletta vi ringrazierà!) è quella al sole. Predisponete i pomodori come se dovessero essere cotti in forno; ricopriteli con una retina, in modo che siano riparati da polvere ed insetti.

Esponeteli al sole, girandoli di tanto in tanto ed avendo cura di portarli in casa di notte, per evitare l’umidità. Sono necessari almeno 7 ore; alla fine risulteranno secchi e grinzosi. Per questa conserva si prediligono i pomodori San Marzano.

Pomodorini confit

Blog e siti di cucina ne parlano spesso: ma di cosa si tratta? Pomodorini al forno caramellati. “Confit” dal verbo francese “confire”, ovvero preservare: chiamiamo “confit” tutte quelle preparazioni di frutta e verdura che prevedono una cottura prolungata a fuoco basso, con zucchero o aceto. Ci serviranno:

Laviamo i pomodorini, asciughiamoli e tagliamoli a metà; disponiamoli su una teglia ricoperti da carta forno, con la loro parte interna rivolta verso l’alto. Cospargete con sale, pepe, lo spicchio di aglio tritato e l’origano; aggiungete anche lo zucchero; poi un filo di olio ed infornate per circa 2 ore a 140°. L’acqua che i pomodorini rilasceranno dovrà evaporare; è necessario che siano ben cotti ma non secchi. Potete gustarli come contorno oppure come condimento per pasto o bruschette.

Spiedini finger food

Soprattutto in estate, aumentano le occasioni di pranzi, cene all’aperto o aperitivi in compagnia. Nella loro variante più piccola, i pomodori ciliegino, possono essere impiegati per realizzare sfiziose composizioni.

Chi non ha mai realizzato degli spiedini? Non di carne, ma di frutta o verdura.

Le combinazioni possono essere molteplici, soprattutto sfruttando ingredienti piccoli e tondeggianti.

Pomodoro Ortofrutta Trevi Roma

Facciamo il conto di quanti spiedini ci occorreranno e consideriamo 3/4 pomodorini ciascuno; possiamo abbinarli a delle mozzarelline.

Basterà questi due ingredienti in successione, alternandoli a delle foglie di basilico che renderanno il nostro finger food colorato e profumato; aromatizzate con aceto balsamico ed il gioco è fatto.

 

Ovviamente possiamo provare molte combinazioni, con gli ingredienti che più ci piacciono: alle mozzarelline e ai pomodori possiamo aggiungere le olive verdi e qualsiasi cruditè di verdura; sbizzarritevi con la fantasia!

 

Vi ricordiamo l’importanza di consumare prodotti italiani. In quali modi cucinate i pomodori? Condividete le vostre ricette!

Vuoi guardare con i tuoi occhi i nostri prodotti? Qualità e convenienza sono garantiti. Vienici a trovare, ci troviamo vicino Fontana di Trevi; hai dubbi, domande o vuoi informazioni su ordini? Contattaci, saremo lieti di rispondere ad ogni tuo quesito.

Dalla cucina alla superstizione

Dopo avervi raccontato in questo articolo un po’ delle loro origini e della loro coltivazione, vogliamo soffermarci su alcuni usi che si fanno di questi piccoli “frutti” piccanti. Come saprete, i peperoncini sono utilizzati in cucina sia freschi che secchi, restando così disponibili tutto l’anno per impreziosire ed insaporire molte pietanze.

Peperoncino Ortofrutta Trevi

Olio piccante con i peperoncini

Oltre ad essere utilizzato fresco, a pezzetti, i peperoncini possono trasformarsi in una spezia “a lunga conservazione”, parliamo dell’olio piccante: facile da preparare e pratico da utilizzare. Gli ingredienti sono due:

  • Olio extravergine d’oliva (1 litro);
  • Peperoncini piccanti secchi (8-10); la quantità è indicativa poiché il livello di piccantezza raggiungibile dipende dalla tipologia di peperoncino che utilizzate (oltre che dai vostri gusti).

Vi servirà una bottiglia in vetro a chiusura ermetica; sterilizzatela rendendola idonea alla conservazione. Lavate i peperoncini e spezzettateli grossolanamente, inseriteli al suo interno e ricopriteli completamente di olio. Chiudete la bottiglia e, agitandola ogni 2-3 giorni, lasciate macerare i peperoncini per almeno un mese. Potete aumentare il grado di piccantezza, aumentando ulteriormente la durata del risposo. Filtrate l’olio con una garza, in modo da eliminare tutti i residui.

Pronto da utilizzare per condire insalate, carne, pesce o qualsiasi portata vogliate, compresa una semplice fetta di pane. Ricordatevi di conservarlo in un luogo fresco e di consumarlo entro 6 mesi.

Peperoncino Ortofrutta TreviPeperoncino: re calabrese

In Calabria, a Diamante (CS), il peperoncino è al centro di un vero e proprio Festival: ormai alla sua venticinquesima edizione, si svolge agli inizi del mese di settembre; è prevista dal 6 al 10 settembre 2017. Convegni, degustazioni, mostra mercato e tante collaborazioni e partner, confermano la Calabria come patria del peperoncino. Se siete degli appassionati del piccante non potete perdervela.  Vi lasciamo il link della manifestazione, qualora vogliate farci un salto.

 

Jalapenos: peperoncini messicani  Peperoncini Ortofrutta Trevi

Le tipologie di peperoncini sono tantissime; una tra le più diffuse è quella dei peperoncini messicani jalapenos; il loro essere più grandi rispetto a quelli “classici”, fa sì che possiamo impiegarli in modo particolare:  jalapenos ripieni di mozzarella e ‘nduja, vi lasciamo una foto che sicuramente vi incuriosirà, approfondite la ricetta.

Mi raccomando, fate attenzione: per sicurezza maneggiate i peperoncini con i guanti e non portate le mani alla bocca e soprattutto agli occhi.

 

‘O curniciello, peperoncino scaramantico 

Corno peperoncino Ortofrutta Trevi

In particolar modo in Italia meridionale, il cornetto rosso fu considerato un amuleto contro invidie, malocchio e negatività. Già in tempi antichissimi esso veniva appeso all’ingresso delle abitazioni, anche le più rudimentali, come protezione e simbolo di potenza o metafora di prosperità; così nel Medioevo divenne pratica diffusa quella di portare con sé un simile oggetto, per essere protetti dalla cattiva sorte.

Nella tradizione napoletana si ottengono maggiori benefici quando esso ci è offerto in dono; inoltre il cornetto doveva essere fatto a mano, poiché condensava su di sé le influenze positive rilasciate dall’artigiano durante il processo di fabbricazione. Quando il peperoncino venne importato dalle Americhe, per colore e forma, fu immediatamente associato a questo portafortuna: cominciò ad essere appeso ovunque e in breve tempo divenne un economico sostituto del corno rosso fino a quel momento utilizzato. Era considerato anche un “aiutante” contro l’infedeltà: il coniuge che sospettava un tradimento, era solito riporre sotto il cuscino dell’altro, due peperoncini rossi al fine di riconquistarlo.

 

Tornando al peperoncino “vero”, lo utilizzate spesso in cucina? Lasciateci un commento, saremo lieti di leggervi. Vuoi prodotti sempre freschi e di ottima qualità? Contattaci o vienici a trovare, ci trovi al centro di Roma, a due passi da Fontana di Trevi. Ti aspettiamo!

Peperoncino, spezia dell’antichità

Le origini della pianta del peperoncino sono antichissime, risalenti al 5000 a.C.; esistono testimonianze della sua presenza in molte civiltà precolombiane come quelle Azteca, Inca e Maya, da cui proviene, ad esempio, una sua rappresentazione su una stele insieme ad un drago. Reperti archeologici ne indicano la coltivazione come pianta in Messico dove era una delle spezie più utilizzate.

Peperoncino Ortofrutta TreviDall’America in Europa con Cristoforo Colombo

Sembra essere citato in una relazione di viaggio dall’esploratore genovese; nel Vecchio continente il peperoncino si adattò perfettamente alle condizioni climatiche, diffondendosi così anche in Africa e Asia.

La pianta di peperoncino fa parte della famiglia delle Solanacee, del genere Capsicum, a cui appartiene anche il peperone; entrambi presenti sulla nostra tavola durante la stagione estiva.

Peperoncino Ortofrutta Trevi

Semina e raccolta

La pianta del peperoncino è piuttosto facile da coltivarenon ha grandi esigenze e può crescere benissimo sia in orto che in vaso, non ostacolato dalle piccole dimensioni dei frutti. Quello più coltivato in casa è il cayenne, particolarmente abbondante nel raccolto.

La semina è prevista a fine inverno o inizio primavera, mentre il raccolto dei peperoncini inizia in estate e può protrarsi per qualche mese.

Peperoncino piccante: perchè?

Siamo soliti pensare che questa sua caratteristica distintiva dipenda esclusivamente dai semi al suo interno; ciò è sicuramente vero ma il responsabile principale dell’essere più o meno piccante è la quantità di capsaicina contenuta, ovvero il principio attivo di cui i peperoncini sono ricchi su tutta la superficie e non solo nei semi.

Sapevate che esiste una scala di misurazione della loro piccantezza? Ebbene sì, si chiama Scala Scoville, dal nome del suo ideatore che mise a punto questo sistema di misurazione agli inizi del Novecento. Qui potete approfondire l’argomento, se volete.

Tra i peperoncini più conosciuti, dal meno al più piccante troviamo:

Peperoncino Ortofrutta Trevi

  • Calabrese, detto diavolicchio, ha una piccantezza media; molto amato, è particolarmente indicato per la lavorazione sott’olio poiché mantiene bene aroma e sapore.
  • Jalapeno, di media grandezza,  è piccante in modo moderato, si consuma in salamoia o essiccato. Viene coltivato prevalentemente in Messico e nel sud degli Stati Uniti; con la maturazione può assumere un colore che varia dal verde scuro al rosso acceso.
  • Habanero, è tra i più piccanti, prodotto in Messico, fu riconosciuto come il più piccante tanto da ricevere il Guinness dei Primati fino al 2006. La sua coltivazione si è poi diffusa anche in Italia (Calabria e Toscana).
  • Cayenna, piccante, dalla forma allungata e sottile, deve il suo nome alla città d’origine, la città di Cayenne (dipartimento francese in America meridionale); è una tipologia coltivata in particolar modo in Campania e in Calabria

Il peperoncino fa bene?

I peperoncini hanno numerosi benefici. Poveri di calorie (circa 30 ogni 100 gr), sono costituiti principalmente da acqua e una buona quantità di carotenoidi, capsaicina e vitamine. Tra esse quella maggiormente presente è la vitamina C. Un peperoncino da 10 gr può arrivare a contenere il 30% del fabbisogno giornaliero di vitamina C di un uomo adulto; al contrario, i peperoncini secchi, hanno un contenuto praticamente nullo a causa della perdita di proprietà nutritive durante il procedimento di essiccazione.

Peperoncino Ortofrutta Trevi

Sono ricchi di polifenoli, sostanze antiossidanti che conferiscono loro proprietà benefiche. Risulta utile nella cura di raffreddore, sinusite; stimola il transito intestinale.

Può essere usato anche come antidolorifico in artriti o cefalee. neuropatia diabetica, nevralgie post-herpetiche e del trigemino, sintomi post-mastectomia, cefalea a grappolo.

La lecitina posseduta lo rende un vasodilatatore, rafforzando le coronarie e donando elasticità alle arterie.

Il peperoncino maturo è particolarmente ricco di carotenoidi e sali minerali come potassio, calcio e fosforo. Contiene flavonoidi e i capsaicinoidi, dall’effetto antibatterico (questo dovrebbe far sì che i cibi cotti col peperoncino possano essere conservati più a lungo).

Peperoncino Ortofrutta Trevi

Tradizionalmente lo si ritiene un cibo afrodisiaco ma non esiste nessuna prova a riguardo.

Le sue proprietà sono numerose; tuttavia il suo consumo deve essere personalizzato in base alla tolleranza personale, soggettiva da individuo a individuo. Generalmente ne viene sconsigliato il consumo a coloro che soffrono di acidità di stomaco, ulcera , reflusso gastroesofageo o emorroidi.

Oltre ad essere ricco di proprietà benefiche, il peperoncino è particolarmente apprezzato in cucina; in questo post  vi diamo qualche suggerimento su come realizzare un olio piccante e dei peperoncini ripieni.

Mi raccomando, fate attenzione: per sicurezza maneggiate i peperoncini con i guanti e non portate le mani alla bocca e soprattutto agli occhi.

 

Voi siete degli amanti del peperoncino? Vi dilettate nella sua coltivazione? Lasciateci un commento, saremo lieti di leggervi.

Vuoi prodotti sempre freschi e di ottima qualità? Contattaci o vienici a trovare, ci trovi al centro di Roma, a due passi da Fontana di Trevi. Ti aspettiamo!

  Zucchine in cucina

Come abbiamo visto nell’articolo “Zucchine, un evergreen dall’America del Sud” ci sono tantissime le proprietà benefiche delle zucchine.  Il loro sapore è piuttosto neutro, quindi si prestano bene ad essere un contorno o ad essere impiegate in combinazione con altre verdure. Vediamo come cucinale, in modo facile e gustoso. Uno dei modi più appetitosi che ci permette di conservarle per qualche giorno, è quello di gratinarle.

Zucchine gratinate  (4 persone)Zucchine gratinate

  • Zucchine 1 Kg
  • Aglio 2 spicchi
  • Aceto 2 cucchiai
  • Olio di Oliva 50 ml
  • Sale q.b.
  • Menta 20 foglioline almeno

Lavate le zucchine e tagliatele a fette nel senso della lunghezza, mantenendo uno spessore di circa mezzo cm. Grigliatele su una piastra ben calda, cuocendole circa 5 minuti per lato. Intanto, in una ciotola mettete l’aglio, l’olio e l’aceto, insieme alla menta e lasciate che gli aromi si fondano. Quando la verdura sarà cotta, disponetela in una pirofila e, facendo degli strati, cospargete al di sopra di esse l’emulsione. Possono essere conservate in frigorifero e consumate per 3-4 giorni successivi.

Oggi va molto di moda la cucina crudista; un’idea originale è quella di realizzare simil spaghetti di zucchine. Se siete curiosi, guardate la ricetta di Cucina e Assapora.

Le zucchine tonde si prestano bene ad essere riempite. La farcitura può variare in base ai vostri gusti: uova e prosciutto, porri e speck, riso, carne, tonno e chi più ne ha, più ne metta. Vediamo come preparare quelle con la carne.

Zucchine Ortofrutta Trevi

Ripieno con trito di carne (4 persone)

  • uova fresche
  • zucchine tonde
  • 1 kg carne trita di manzo/suino
  • prezzemolo tritato
  • 150 g parmigiano grattugiato
  • sale e pepe macinato fresco
  • pangrattato
  • 40 g mollica di pane tritata

Tagliate le estremità delle zucchine, poi scavate togliendo la polpa interna, conservandone la metà.

Rosolate la carne per circa un quarto d’ora, con un filo d’olio, aggiungendo sale, pepe e noce moscata; poi riponetela in una bacinella capiente. Unite le due uova intere, il prezzemolo tritato, la mollica di pane, un cucchiaio di pangrattato e la polpa precedentemente passata al mixer. Se l’impasto rimane troppo morbido, aggiungete altro pangrattato.

Oliate una teglia e disponete al di sopra le zucchine, riempitele con il composto; chiudetele con la parte superiore, infornate per 60 minuti in forno ventilato. A questo punto servitele.

 

Grazie per aver letto questo post. Se avete dei suggerimenti, ricette o volete lasciarci un commento, scriveteci qui sotto, saremo lieti di leggervi!

Trevi s.r.l. vi aspetta a Roma:  ci troviamo a due passi dalla Fontana di Trevi, con tutti i nostri prodotti sempre freschi.

Fagiolini tutto l’anno?

Fagiolini sott'olio

I fagiolini dopo l’acquisto si conservano in frigorifero all’interno di una busta, anche per 4 o 5 giorni. È buona norma mangiare frutta e verdura di stagione ma se vengono conservati correttamente, potremo avere il piacere di gustarli anche dopo alcuni mesi dalla loro raccolta.

Possiamo conservarli sotto olio o sotto aceto. Nella conservazione sotto aceto, solitamente si impiega per ogni chilo che vogliamo conservare, 350 ml di aceto, qualche chiodo di garofano, pepe nero in grani e sale. Dopo averli puliti, li cuociamo al dente, in acqua salata; li lasciamo scolare circa 24 ore in uno scolapasta. Mettiamo a bollire l’aceto necessario alla loro conservazione in una pentola, insieme ai chiodi di garofano e al pepe, per  5 minuti scarsi. A questo punto disponiamo i nostri fagiolini nei barattoli sterilizzati, ricoprendoli del tutto con l’aceto; chiudiamoli e avvolgiamoli in stracci, in modo che non possano urtarsi tra di loro e rompersi. Poniamoli in una pentola e, affinché il coperchio si sigilli correttamente, ricopriamoli di acqua e portiamoli a bollore.

 

Come cucinare i fagiolini

Per poterli mangiare devono essere necessariamente cotti in padella, lessati in acqua o al vapore; è consigliabile quest’ultimo tipo di cottura poiché permette di non far perdere loro le proprietà nutritive.

Prima di cuocerli bisogna eliminare il filo che li attraversa in lunghezza (ti ricordo che non tutti hanno il filo) e le due punte all’estremità; un’operazione che richiede un po’ di pazienza (soprattutto in caso di grandi quantità!) ma molto semplice.

È possibile utilizzare i fagiolini in moltissime ricette, da soli come contorno, in fresche insalate combinandoli con altri ingredienti oppure come condimento in originali primi piatti. Vediamo un modo veloce e facile di prepararli come contorno che valorizzi al meglio il loro sapore.

 

Fagiolini corallo al pomodoro (per 4 persone)Fagiolini al Pomodoro

  • Faglioni (corallo o piattoni) 600 gr.
  • Pomodori da sugo 500 gr.
  • 1/2 Cipolla
  • Sale q.b.
  • Basilico (qualche foglia)
  • Olio Extravergine di Oliva

Come prima cosa è necessario eliminare filo e punte dei fagiolini e lavarli bene sotto l’acqua corrente. Preparate un trito di cipolla e fatela stufare dolcemente con un filo di olio in una padella; al suo interno aggiungete anche i pomodori da sugo fatti a pezzetti. Cuocete per circa 10 minuti ed aggiungete i legumi; lasciate cuocere fino a quando non diventeranno teneri. Salate secondo i vostri gusti e se volete servite con qualche fogliolina di basilico.

Sul sito Cucina e Assapora, questi insoliti legumi si trasformano in contorni, semplici e veloci: dalla classica insalata con patate lesse alla più particolare versione con fagiolini gialli al profumo di menta.

Oltre ad essere leggeri e gustosi, i fagiolini hanno molte proprietà benefiche e nutritive, ve le abbiamo raccontate in questo post.

Grazie per la tu attenzione. Se hai consigli, lasciaci un commento qui sotto, è sempre ben accetto!

Vienici a trovare al centro di Roma, ci troviamo a due passi dalla Fontana di Trevi. Ti aspettiamo con i nostri prodotti sempre freschi.

Zucchina o zucchino?

Siamo abituati a chiamare questi ortaggi zucchine ma in realtà dal sito dell’Accademia della Crusca scopriamo che il termine dall’origine più remota è zucchino, risalente al 1875; pare che tra i due sia da preferire il maschile, poiché nei Grandi Dizionari della lingua italiana assistiamo al rinvio da zucchina a zucchino. Entrambi sono corretti e, sicuramente, i dialetti hanno contribuito a variare l’uso del termine; il maschile è preferito in Toscana, Piemonte e Sardegna, mentre il femminile è più comune nelle altre regioni di Italia.

Zucchine coltivate già 10 mila anni fa

zucchine in arteLa pianta delle zucchine, scientificamente chiamata Cucurbita pepo, ha origine in America meridionale poiché sono state rinvenute testimonianze di una sua primitiva coltivazione circa 10 mila anni fa in Messico. Probabilmente si consumavano i semi, altamente energetici, più che i frutti. Dal XVI secolo, fu importata in Europa, Asia ed Africa. Le condizioni climatiche miti contribuirono a diffonderne ampiamente la coltivazione in Italia. La rapida diffusione dopo la scoperta dell’America è testimoniata dalla presenza delle zucchine insieme ai loro fiori, all’interno di un dipinto del cremonese  Vincenzo Campi (1580), conservato a Brera, in cui la fruttivendola mostra la sua merce e tra i tanti ortaggi e frutti si vedono, all’interno di una cassetta all’estrema destra nel dipinto, i nostri zucchini con tanto di fiori attaccati!

Coltivazione delle zucchine

Zucchine pianta

Oggi la loro coltivazione è diffusa in tutta Italia; la semina delle zucchine può avvenire direttamente nel terreno, solitamente da aprile a giugno, ed essendo una pianta di origine tropicale, necessita di temperature miti. Il freddo potrebbe bloccare la crescita delle piante. La coltivazione delle zucchine non richiede un lavoro particolare; il terreno deve essere ricco di sostanze organiche (di cui la pianta si nutrirà ampiamente, per questo è sconsigliato seminare in modo consecutivo nello stesso terreno) ed umido.

Per chi crede a tali influenze, si dice che il momento più adatto alla semina delle zucchine dovrebbe coincidere “con luna crescente”.

La pianta è cespugliosa o rampicante, può produrre fino a 20 frutti e necessita di molta acqua. A causa delle sue foglie di grandi dimensioni è soggetta a insolazioni, per cui l’ideale sarebbe creare un’area ombreggiata attraverso teli o reti.

Raccolta: fiori e frutto

Ormai troviamo le zucchine tutto l’anno, poiché possono essere coltivate in serra ma secondo la naturale stagionatura esse maturano all’inizio dell’estate e possono essere raccolte fino a settembre. Nel momento della raccolta, le zucchine sono in realtà frutti ancora acerbi, come lo erano anche i fagiolini.

Fiore di ZuccaLa pianta della zucchina è una delle poche di cui in cucina si consumano sia il fiore che il frutto. La zucchina (frutto), se raggiunge la sua piena maturazione, può arrivare a misurare anche un metro, ma i semi al suo interno la renderebbero immangiabile.

Generalmente, l’avvio della produzione di zucchine avviene dopo un mese dalla semina e, se non colte, continuano a proliferare giornalmente, per almeno due mesi.

Sapevate che i fiori di zucchina (comunemente chiamati fiori di zucca), prodotti dalla stessa pianta, hanno un sesso? Dalla pianta nascono sia i fiori maschio che i fiori femmina; solo da essi, però, viene generato l’ortaggio, a patto che siano stati impollinati con il polline del maschio, trasportato dagli insetti o dal vento. I fiori maschili, svolto il loro compito, seccano, e possono essere raccolti prima del loro deperimento; mentre è importate lasciare i fiori femminili poiché generano il frutto.

In base alla loro forma, distinguiamo:Zucchine Tonde

  • Zucchine allungate, le più comuni, si diversificano in base alla gradazione del colore verde, rispettivamente in nera di milano con buccia più scura; fiorentina, verde striato; romanesca, più chiara, ricoperta di una leggera peluria e con numerose striature verdastre.
  • Zucchine tonde o toscane, verdi, dal diametro variabile, sono l’ideale da cucinare con un ripieno.
  • Zucchina gialla, dal gusto più forte e deciso,  ma non producono fiori commestibili.

Quali benefici possiamo ricavare dal consumo di zucchine?

Zucchine Nere

  • Proprietà diuretiche, in virtù dell’alto contenuto di acqua (oltre 90%) e sali minerali e basso contenuto di sodio.
  • Proprietà antinfiammatorie, grazie alle Vitamine A e C, soprattutto in patologie quali artrosi, artrite ed asma.
  • Contrastano la fatica, poiché contengono potassio in grandi quantità.
  • Fibre e acqua, aumentando la sensazione di sazietà, le rendono ipocaloriche, particolarmente adatte ad essere consumate nelle diete.
  • Aiutano a contrastare il ristagno di liquidi nei tessuti (ritenzione idrica), grazie all’abbondante quantità di acqua e potassio contenuti in esse.

Inoltre le zucchine crude contengono luteina, un pigmento che svolge un ruolo protettivo per la vista, proteggendo irraggiamento da parte dei raggi UV; essa si trova soprattutto sulla buccia quindi la sua rimozione o la semplice cottura tendono ad eliminarla quasi del tutto.

Oltre alle numerose proprietà, le zucchine sono valide alleate per ricette facili e veloci. Voi come le cucinate solitamente? Vi diamo qualche spunto in questo post.

Grazie per aver letto questo post. Se avete dei suggerimenti, lasciateci un commento qui sotto, è sempre ben accetto!

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Fagiolini mangiatutto, cornetti, corallo, taccole

I fagiolini, in qualunque modo li vogliate chiamare, appartengono alla famiglia delle Leguminose Papilionaceae: una pianta dal fusto rampicante, talvolta nana talvolta in grado di raggiungere anche i 4 metri di altezza. Ebbene sì, avete letto bene, i fagiolini sono legumi! Chi lo avrebbe detto, vero?! Ma i dubbi a tal proposito sono leciti, poiché presentano delle anomalie rispetto a molti legumi, ovvero:

  • Si mangiano interi, con tutto il baccello e per questo sono chiamati mangiatutto;
  • Sono poveri di proteine.

La coltivazione dei fagiolini

Fagiolini pianta

La pianta dei fagiolini ha un ciclo biologico piuttosto breve e si può avere un primo raccolto già dopo due mesi. Sotto molti punti di vista ha le stesse caratteristiche delle altre piante leguminose.

La semina dei fagiolini varia leggermente in base alle zone in cui ci troviamo, ma il periodo più adatto è quello dalle temperature miti. Si oscilla dall’inizio della primavera fino alla sua metà, nelle zone più a nord; si può continuare la loro semina fino a luglio. Ai fini di un buon raccolto, però, è estremamente importante non andare incontro a gelate improvvise che potrebbero danneggiarli irrimediabilmente.

Se volete, potete cimentarvi nel piantare fagiolini anche nel vostro piccolo orto o, grazie alle loro dimensioni ridotte, in vaso (ben capiente e profondo), poiché la loro coltivazione non risulta particolarmente difficile, soprattutto quella dei fagiolini nani.

Fioritura e raccolta dei fagiolini

Pianta di fagioliniLa fioritura dei fagiolini è di tipo scalare e la pianta nello stesso momento può avere fiori chiusi, foglie, baccelli in crescita o maturi. Questo determina un ciclo continuo, molto comune tra gli ortaggi. Dopo la nascita del fiore, viene lasciato spazio al frutto che cresce velocemente fino a raggiungere varie dimensioni.

Un criterio su cui basarsi per valutare la freschezza dei fagiolini è stare attenti alla loro croccantezza: se, facendo pressione, il fagiolino si spezza in un fragrante “crack”, è il momento giusto di raccoglierlo (e di mangiarlo!); se, invece, si piega siamo di fronte a baccelli che hanno già iniziato a perdere il loro vigore.

 

I fagiolini più diffusi sono quelli:Cesto fagiolini vari

  • Verdi, i più comuni;
  • Gialli, nani;
  • Viola, rari;
  • Corallo, piattoni.

Quello che mangiamo è il frutto della pianta leguminosa, il baccello, pendente verso il basso e piuttosto sottile. Al suo interno troviamo piccoli semi, in genere di colore bianco poiché ancora immaturi. I fagiolini, di fatto, sono fagioli che vengono raccolti prima della completa maturazione dei semi e per questo motivo vengono mangiati interi, a differenza di fave o piselli che sgraniamo.

Proprietà nutrizionali

Fagiolini nel piatto

Anche nelle loro proprietà nutrizionali si comportano come anomali legumi e possiedono caratteristiche nutritive più vicine a quelle degli ortaggi; sono ricchi di fibre, sali minerali quali ferro, calcio, magnesio, potassio e vitamine AC e K.

L’alta percentuale di acqua contenuta e le scarse calorie (35 calorie per 100 g.) rendono indicato il loro consumo nelle diete.

Sono una fonte di silicio, importante minerale per la buona salute delle articolazioni; inoltre possiedono un alto contenuto di betacarotene e di luteina, antiossidanti, nostri alleati anche contro l’invecchiamento della pelle. Altamente digeribili, i fagiolini, sono un alimento consigliato per migliorare l’equilibrio acido-base dell’organismo nonché alleviare gastrite e reflusso gestroesofageo.

Come abbiamo visto in questo post le proprietà di questi particolari legumi sono davvero molte; ma oltre al benessere, sono un ottimo ingrediente per portate leggere ma appetitose…scopritele in questo post. 

Grazie per aver letto questo post. Se hai qualche consiglio, lasciaci un commento qui sotto, è sempre ben accetto!

Vienici a trovare al centro di Roma, ci troviamo a due passi dalla Fontana di Trevi. Ti aspettiamo con i nostri prodotti sempre freschi.