Curiosità e info generali sulla verdura.

Bieta, da costa o da foglia?

La bieta, anche nota come bietola, è una varietà di barbabietola con un ciclo vitale piuttosto elevato e questo permette il suo consumo praticamente tutto l’anno. Di questo ortaggio esistono diverse varietà ma la distinzione principale è tra la bieta detta da costa e quella da foglia, che si differenziano soprattutto per la grandezza e l’estensione delle loro “foglie”.

 

Bieta Ortofrutta Trevi srlCondizioni necessarie alla coltivazione

La coltivazione di questa verdura è piuttosto semplice ed è il tipico ortaggio che si adatta perfettamente agli orti domestici, crescendo senza particolari problematiche.

La bieta, il cui nome scientifico è Beta vulgaris var. cycla, ha origini mediterranee. Nonostante la facilità di coltivazione (anche in vaso), è necessario adottare alcuni accorgimenti, vediamo quali.

Clima. La bieta è un ortaggio particolarmente resistente alla stagione fredda anche se non ama in modo eccessivo le brusche variazioni termiche.

Questa resistenza determina la sua presenza praticamente tutto l’anno in modo ininterrotto; fanno eccezione, ovviamente, quelle zone caratterizzate da inverni particolarmente rigidi.

Bieta Ortofrutta Trevi srlLa pianta necessita di un’esposizione al sole controllata che non causa particolari danni, mentre è preferibile che le piante vengano coperte in caso di fenomeni atmosferici critici, come la grandine o picchi di calore eccessivi.

Terreno. La grande adattabilità di questo ortaggio, permette la sua coltivazione praticamente in ogni terreno; predilige quello più morbido e drenato, con un’alta percentuale di concimazione organica.

Prima della semina è necessario lavorare il terreno in modo che le sostanze nutritive somministrate potranno raggiungere maggiori profondità.

Irrigazione. Nei periodi particolarmente caldi, in particolar modo se la verdura è esposta al sole in modo continuo, è necessario apportare un’idratazione quotidiana.

Bieta Ortofrutta Trevi srlNelle stagioni più miti, generalmente in primavera ed autunno, è possibile limitare l’irrigazione alle sole piogge.

Nelle fasi iniziali è bene procedere con la sarchiatura, eliminando le piante infestanti tutt’intorno. Oltre ad estirpare le erbacce, il terreno così potrà ossigenarsi evitando la formazione di una crosta troppo compatta.

In alternativa si può procedere alla pacciamatura, prestando però attenzione a non creare ristagni e marciumi con la paglia o il telo utilizzati nell’operazione, poichè essi tendono ad ostacolare l’evaporazione dell’acqua dal suolo.

Bieta Ortofrutta Trevi srlLa semina della bieta

Si può procedere alla semina della bieta a spaglio, ovvero con i semi collocati sia direttamente nel terreno, sia all’interno del semenzaio.

La varietà a foglia, in genere, prevede la semina tra i mesi di marzo e aprile, ripetendola tra luglio e agosto. Le file di semi vengono collocate in buche ad una distanza reciproca di 20 cm.

Si procede in ugual modo e indicativamente nello stesso periodo anche in presenza di semi per la bieta da costa, prestando però attenzione a lasciare una maggior distanza tra le buche, poichè questa varietà raggiunge dimensioni maggiori rispetto a quella in foglie.

Solitamente in una settimana i semi tendono a germogliare; così, come accade spesso, le piantine dovranno essere diradate, salvando quelle più robuste e produttive.

Se utilizziamo, invece, il semenzaio in polistirolo, le piantine di bietola potranno essere impiantate dopo circa 20 giorni.

La raccolta della bietola e le caratteristiche fisiche

Il primo raccolto avviene a circa 30 e 45 giorni rispettivamente dalla semina e dal trapianto. Non è raro che in primavera, con temperature più basse nella media, la pianta monti a seme.

Bieta Ortofrutta Trevi srlSe vogliamo procedere alla raccolta di tutta la bieta, è possibile tagliare l’intera pianta recidendola sopra il colletto. In caso, invece, si voglia un consumo più frequente e duraturo, si possono raccogliere solo le foglie più esterne e grandi del cespo.

Nel primo caso occorrerà un intervallo di tempo maggiore affinchè la pianta torni a germogliare e sia di nuovo produttiva; nel secondo caso, invece, si prolungherà il ciclo di vita della pianta e sarà possibile un suo consumo più duraturo.

Le foglie costituiscono la parte commestibile di questo ortaggio; la differenza tra le due tipologie è legata anche alle loro caratteristiche.

Nella bieta da costa esse sono più ampie e spesse, con coste ben evidenti formate a partire dal picciolo molto sviluppato; queste foglie sono di colore verde intenso con venature principalmente bianche.

Si uniscono formando un cespo compatto da cui si dirama la lunga radice verticale. Al contrario, nella bieta da foglia (o da taglio), il picciolo è più stretto e lungo, le foglie hanno una superficie maggiore, più liscia e delicata e tendono ad arricciarsi in prossimità del cespo più piccolo e più frastagliato in cui sono chiuse.

Bieta Ortofrutta Trevi srlQuali sono le proprietà nutrizionali e benefiche della bieta?

Essendo una verdura a foglia verde scura, la bieta contiene notevoli quantità di vitamina A e, seppure in misura minore, di vitamine del gruppo B e C.

La bieta è una verdura dall’elevato apporto energetico pur essendo un alimento dietetico, con 17 kcal per 100 gr. La cospicua percentuale di acqua contenuta la rende ottima nel favorire l’eliminazione di tossine dall’organismo e nel coadiuvare nelle funzioni depurative; in tal ottica risulta utile in caso di cistite o problemi renali.

La bieta è ricca anche di proteine e fibre, importanti nel corretto funzionamento di fegato e intestino, soprattutto in caso di stitichezza. Stimola la produzione di succhi gastrici e bile favorendo così la digestione.

Tra gli elementi di cui possiamo fare il pieno mangiando questa verdura ci sono i sali minerali: potassio, fosforo, calcio, magnesio e sodio; è poi presente una minore quantità di ferro, rame e zinco. Ferro e acido folico la rendono anche una verdura antianemica.

Inoltre, è ricca di sostanze antiossidanti, come luteina, zeaxatina, quercetina che aiutano a contrastare l’invecchiamento cellulare; la presenza di clorofilla con proprietà depurative e detossicanti, ha risvolti favorevoli nella prevenzione tumorale.

 

Bieta Ortofrutta Trevi srlBieta: come cucinarla?

La bieta ha un sapore delicato, soprattutto se la pianta è piuttosto giovane; in questo caso è possibile consumarla in insalata, cruda. Nel caso di cespi più grandi con, presumibilmente, foglie più dure, possiamo lessarla o ripassarla in padella con il condimento che preferiamo.

Si consiglia sempre la cottura al vapore in modo da preservare il più possibile le sostanze nutritive contenute. Preferibile è il suo consumo “fresco” ma è possibile anche consumarla previo congelamento porzionato: dopo averla pulita e lavata, va lessata in acqua bollente poi lasciata scolare e raffreddare del tutto e riposta in freezer all’interno di appositi sacchetti. Così preparata potrà essere consumata entro 9 massimo 12 mesi.

 

Torta salata con bieta e ricotta

  • Pasta brisèe 350 g;
  • Bieta 200 g;
  • Ricotta di pecora 200 g;
  • Sale, pepe nero e noce moscata q.b.;
  • Parmigiano q.b.;
  • Uova 1.

Bieta Ortofrutta Trevi srlPrepariamo l’impasto frullando la bieta leggermente bollita insieme a parte della ricotta a disposizione; trasferiamo questa crema omogenea ottenuta all’interno di una ciotola ed uniamo ad essa la restante ricotta, il parmigiano e l’uovo, sale, pepe e noce moscata.

Imburriamo uno stampo per crostate, all’interno del quale stendiamo la pasta brisèe, mantenendola dello spessore di circa mezzo cm.

Una volta stesa, bucherelliamo con una forchetta tutta la superficie; stendiamo l’impasto ottenuto e, dopo aver livellato, cospargiamo con parmigiano. Inforniamo per circa 40 min. a 180° fino a quanto l’impasto diventerà più compatto e la brisèe sarà leggermente dorata.

Bieta Ortofrutta Trevi srlBieta in padella con aglio e peperoncino

  • Bietole 1 kg;
  • Peperoncino; 1;
  • Aglio 2 spicchi;
  • Olio extravergine di oliva q.b.;
  • Sale e pepe q.b.

Laviamo accuratamente la verdura togliendo la parte finale del gambo e mettiamola a cuocere per 15 minuti all’interno di una pentola con acqua bollente.

Scoliamola e lasciamola intiepidire leggermente fino a quando sarà possibile strizzarla con le mani e toglierle tutta l’acqua di cottura.

In una pentola dai bordi alti, versiamo un filo di olio a cui aggiungiamo due spicchi di aglio con il peperoncino: lasciamo insaporire e aggiungiamo la verdura a pezzetti. Saltiamo in padella per circa un quarto d’ora, aggiungendo sale e pepe in base ai  gusti.

 

Bieta Ortofrutta Trevi srlBruschette di bietola alle acciughe

  • Pane rustico;
  • Bieta 2 kg;
  • Acciughe;
  • Aglio 3 spicchi;
  • Olio evo, sale e peperoncino q.b.

Puliamo la bietola, eliminando la parte inferiore in prossimità del gambo; laviamola e lessiamola. Lasciamo che perda tutta l’acqua di cottura e, se necessario, strizziamola manualmente.

In una padella insaporiamo con un filo di olio uno spicchio di aglio, uniamo anche il peperoncino e le acciughe. Saltiamo la verdura in questa padella, per circa 5 minuti, dopo averla tagliata a pezzetti.

Tostiamo le fette di pane, strofiniamo sulla loro superficie l’aglio ed aggiungiamo la verdura posizionando anche un’acciuga intera. Un filo di olio a crudo e serviamo il pane croccante e ben caldo.

 

Bieta Ortofrutta Trevi srlGateau di patate con bieta e mozzarella

  • Patate 1 kg;
  • Mozzarella 1;
  • Uova 1;
  • Parmigiano 1 cucchiaio;
  • Olio evo, pangrattato, sale q.b.;
  • Bieta 400 g.

Lessiamo le patate in acqua bollente, poi schiacciamole. All’interno di un contenitore aggiungiamo anche uovo e grana. Impastiamo per amalgamare bene il tutto. Puliamo la bieta e la lessiamo in acqua salata per una decina di minuti, scolandola e strizzandola.

Cospargiamo una teglia da forno di pangrattato aggiungendo anche un filo di olio. Sul fondo della teglia disponiamo metà delle patate e le schiacciamo.

Aggiungiamo la bieta e la mozzarella sgocciolata e tagliata a fette, uniamo altra purea di patate, un filo di olio e ricopriamo con il pangrattato. Inforniamo a 180° per 20 minuti, fino a quando la superficie sarà dorata.

 

Bieta Ortofrutta Trevi srlInvoltini di bieta filante

  • Foglie di bieta 8;
  • Mortadella 4fette;
  • Mozzarella 1;
  • Olio extravergine di oliva 4 cucchiai;
  • Zucchine 2;
  • Vino bianco 5 bicchieri;
  • Sale q.b.

Laviamo la bieta, tagliando la parte più spessa del gambo; lessiamola in acqua bollente e salata per 2 minuti. Scoliamola e passiamola sotto l’acqua fredda, lasciandola asciugare su un canovaccio.

Bieta Ortofrutta Trevi srlEliminiamo la costa bianca aiutandoci con un coltellino e dividiamo ogni foglia nel senso della lunghezza.

Passiamo a lavare le zucchine e ad affettarle in modo sottile seguendo il lato lungo, aiutandoci, se necessario, con un pelapatate. Scottiamo anch’esse un minuto in acqua bollente e salata, poi asciughiamole.

Su ogni fetta di bieta, posizioniamo due fette di zucchine, mezza fetta di mortadella e la mozzarella, poi altre zucchine. Arrotoliamo gli strati come se fossero un involtino e avvolgiamolo in un’altra mezza foglia di bieta.

Leghiamo con lo spago da cucina oppure infilziamo con uno stuzzicadenti il nostro involtino. Ripetiamo queste operazioni fino ad ultimare tutti gli ingredienti.

Posizioniamo gli involtini all’interno di una pirofila oleata, inondiamoli di vino e di olio. Inforniamo per una decina di minuti a 190° e serviamo ben caldi.

 

Bieta Ortofrutta Trevi srlBietole al pomodoro

  • Bieta 500 g;
  • Aglio 2 spicchi;
  • Pomodoro 300 g;
  • Sale e pepe q.b.;
  • Olio extravergine di oliva 2 cucchiai.

Laviamo le bietole, lessiamole in acqua salata per 5 minuti; una volta cotte, lasciamole intiepidire, poi strizziamole liberandole dall’acqua. Sbucciamo gli spicchi di aglio tritandolo finemente. Spelliamo i pomodori e spezziamoli a cubetti in modo grossolano.

Doriamo l’aglio con l’olio, uniamo i pomodori e lasciamo stufare per circa un quarto d’ora. Trasferiamo anche le bietole nella pentola, lasciando insaporire per 10 minuti poi serviamo.

Frittata con bietole, patate e gorgonzola

  • Bieta 120 g;
  • Patate 250 g;
  • Uova 6;
  • Gorgonzola Piccante 150 g;
  • Sale e Olio q.b.;
  • Maggiorana 2 rametti;
  • Noce moscata mezzo cucchiaino.

Laviamo la bieta, eliminando i gambi; cuociamola a vapore per 10 minuti poi lasciamola raffreddare. In una ciotola uniamo uova sbattute, noce moscata, maggiorana e aggiustiamo di sale.

Sbucciamo le patate, tagliamole a dadini e soffriggiamole in una padella con l’olio. Aggiungiamo anche la cipolla tagliata sottilmente ed un pizzico di sale.

Lasciamo che le verdure diventino tiepide poi uniamole alla bieta, aggiungendo anche il gorgonzola a cubetti; trasferiamoli nella padella con le patate. Cuociamo la frittata aiutandoci con un coperchio o un piatto ampio per girarla in modo da dorare entrambi i lati.

 

Bieta Ortofrutta Trevi srlQuiche alla zucca e bieta

  • Zucca 1 kg;
  • Bietole 700 g;
  • Sale e pepe q.b.;
  • Aglio 2 spicchi;
  • Rosmarino 1 rametto;
  • Olio 40 g;
  • Parmigiano grattugiato 70 g;
  • Panna liquida 70 g.

Per velocizzare la preparazione della pasta brisèe possiamo utilizzare i rotoli già confezionati. Qui ci occuperemo del ripieno: tritiamo il rametto di rosmarino già lavato ed asciugato.

Puliamo la zucca, liberandola della buccia. Riduciamola prima a fette poi a cubetti. In una padella antiaderente facciamo rosolare uno spicchio di aglio con l’olio; appena si sarà dorato, aggiungiamo la zucca e il rosmarino. Regoliamo di sale e pepe; copriamo con coperchio e lasciamo cuocere lentamente per circa 20 minuti, poi eliminiamo l’aglio.

Bieta Ortofrutta Trevi srlProcediamo con la pulizia della bieta; laviamola e tagliamola a metà. Rosoliamo un altro spicchio di aglio in padella ed aggiungiamo ad essa la verdura.

Copriamo con un coperchio e lasciamola appassire per circa 10 minuti. Strizziamo la verdura ed uniamola alla zucca.

In una ciotola sbattiamo le uova, inserendo anche sale e pepe; versiamo la panna a filo e continuiamo ad amalgamare. Uniamo anche il parmigiano e mescoliamo.

Stendiamo l’impasto della brisèe sulla teglia; prima disponiamo uno strato di bieta e zucca, poi versiamo il composto di uova, panna e formaggio fino a coprire totalmente gli ingredienti nella teglia: inforniamo per circa un’ora a 170°. Tiriamola fuori dal forno, lasciamola riposare qualche minuto poi serviamo.

 

 

Vi piace la bieta? Quale preferite tra quella a coste e quella a foglia? Grazie per aver letto questo post. Lasciateci un commento qui sotto, saremo lieti di leggervi.

Presso la Trevi srl troverete un ampio assortimento di bietole. Veniteci a trovare, vi aspettiamo insieme a tutti i nostri prodotti, sempre freschi. Ci troviamo a due passi dalla Fontana di Trevi.

Asparagi Ortofrutta Trevi srl

Asparagi: coltivazione e proprietà nutritive

Quella degli asparagi, il cui nome scientifico è Asparagus officinalis, è una pianta erbacea che rientra nella famiglia delle Liliacee, insieme ad aglio, porro e cipolla. La sua coltivazione non è semplicissima e richiede alcune accortezze; scopriamo perchè e come fare per ottenere un’asparagiaia in perfette condizioni.

Asparagi Ortofrutta Trevi srl Premesse alla coltivazione

È bene premettere che la coltivazione degli asparagi, se vogliamo produrne in quantità discrete, richiederà porzioni di terreno piuttosto ampie; inoltre, potremo raccogliere i primi asparagi non prima dei due anni: fino ad allora possiamo assistere solo alla crescita della pianta.

Un’asparagiaia, se mantenuta secondo i giusti criteri, può produrre per i successivi 10 anni dall’impianto; anche per questo motivo è bene scegliere il luogo della piantagione con estrema attenzione.

Clima. La pianta dell’asparago è piuttosto resistente e si adatta senza problemi a climi diversi, pur prediligendo quello particolarmente mite; tuttavia è preferibile evitare gli sbalzi termici eccessivi in entrambe le direzioni. La posizione ideale per l’asparagiaia dovrebbe risultare soleggiata ma non eccessivamente ventilata.

Asparagi Ortofrutta Trevi srl Terreno. La pianta degli asparagi richiede un terreno ben drenato e leggero. Esso si può ottenere con un buon impianto idrico, oppure mischiando della sabbia alla terra.

Come già accennato, la coltivazione degli asparagi richiede spazi piuttosto ampi, per questo è sconsigliabile l’innesto nei piccoli orti. Prima della messa a dimora è bene lavorare il terreno, realizzando delle buche a 30 cm di profondità e larghe 80 cm.

Concimazione. Si deve procedere nel momento dell’impianto ad un’accurata concimazione del terreno, con compost o letame maturo; sono preferibili, come sempre, i composti organici.

Struttura della pianta dell’asparago

La pianta è costituita dai cosiddetti rizomi (parte ipogea), ovvero dai fusti che crescono sotto terra e che, intrecciandosi, formano un reticolo.

Da essi hanno origine i turioni, carnosi germogli, che escono dal terreno (parte epigea) e sono la componente commestibile di questa pianta.

Le piccole foglie che crescono riunite in fascetti. Nel caso degli asparagi, laddove si ha un maggiore spessore del fusto, si hanno carnosità e tenerezza maggiori, contrariamente, dunque, a quanto di solito accade con le verdure.

Asparagi Ortofrutta Trevi srl Semina o innesto?

Se decidiamo di procedere con la semina degli asparagi, in un primo momento dovremo porli in semenzaio; successivamente trapiantare le piantine così nate e divenute più robuste.

Molto più spesso, per motivi di praticità, si procede direttamente all’impianto dei rizomi o delle piantine acquistate in vasetto. 

Nel primo caso, i semi vanno messi nel terreno in primavera, tra marzo ed aprile; le prime piantine cominceranno ad apparire dopo venti-trenta giorni dall’interramento.

A questo punto si potranno collocare quelle più robuste nel terreno precedentemente preparato in vista del loro arrivo.

In questo caso, l’anno successivo, in primavera, si può procedere ad estirpare le zampe (le radici) e innestarle per produrre ulteriori piante: esse avranno una crescita più veloce.

La seconda opzione per quando riguarda la coltivazione degli asparagi è la messa a dimora tramite zampe o piantine acquistate.

Asparagi Ortofrutta Trevi srl Si procede all’impianto tra marzo ed ottobre, predisponendole all’interno di buche piuttosto capienti, con terreno lavorato e ben concimato organicamente.

Si ritiene opportuno collocare le radici a distanza di quasi mezzo metro l’una dall’altra: maggiore sarà lo spazio di intervallo tra di esse, maggiore dovrebbe essere la grandezza degli asparagi.

Il pieno regime nel rapporto tra produzione e raccolta verrà raggiunto nell’arco di due anni.

 

Asparagi Ortofrutta Trevi srl

Gli asparagi e la loro raccolta

Il ciclo di vita di questa pianta può essere suddiviso in quattro fasi: la crescita, nei primi due anni; la produttività crescente, quando la pianta, dal terzo al quarto anno, garantirà una raccolta abbondante.

La produttività stabile, dal quinto al decimo anno; infine, dal decimo anno in poi, una produttività decrescente in cui la raccolta diminuirà fisiologicamente.

Il raccolto degli asparagi inizia a fine inverno e può protrarsi per 2 o 3 mesi. Le tipologie esistenti si differenziano in base al loro colore:

Asparagi Ortofrutta Trevi srl

  • Verdi, crescono alla luce del sole, non hanno bisogno di essere pelati eccessivamente per essere consumati; hanno un sapore deciso e il loro germoglio è dolciastro.
  • Bianchi, crescono sotto terra e questo determina il loro colore; hanno un sapore delicato.
  • Violetti, dal sapore amaro ma fruttato; nascono come asparagi bianchi ma riescono progressivamente e muoversi verso la luce, variando leggermente il loro colore.

Come procedere?

Se il fusto dell’asparago è piuttosto lungo, si può recidere a circa 20 cm dalla punta. Se invece esso è ancora piuttosto giovane, si può recidere alla base, a livello del terreno.

Un ulteriore procedimento è quello di estirparlo, asportando anche qualche cm della parte sotterrata e bianca, facendo però attenzione a non rovinare la pianta e le sue radici.

Asparagi Ortofrutta Trevi srl

Proprietà benefiche degli asparagi

Gli asparagi sono ricchi di acqua, risultando così particolarmente depuranti; inoltre, poveri di grassi e colesterolo, possono essere consumati anche nei regimi alimentari più rigidi.

Contengono vitamina A, C e del gruppo B. Come ogni ortaggio risultano essere particolarmente ricchi di sali minerali tra i quali ritroviamo il calcio, il fosforo e il cromo.

Sono particolarmente ricchi di glutatione, un antiossidante che, eliminando le sostanze dannose e i radicali liberi, favorisce la depurazione del nostro organismo.

In tal senso un loro consumo appare particolarmente indicato nel coadiuvare la prevenzione tumorale, soprattutto a colon, polmoni e ossa e nel rallentamento dell’invecchiamento.

Asparagi Ortofrutta Trevi srl

All’interno degli asparagi è contenuta l’asparagina, un amminoacido con funzione diuretica che, grazie anche all’alto contenuto di potassio, riesce a regolare la pressione sanguigna aiutando e prevenire complicazioni cardiovascolari.

In tal senso contengono rutina, glicoside flavonoico con ottime funzioni protettive verso le pareti capillari.

La buona quantità di acido folico, unita a dosi non indifferenti di antiossidanti, aiuta a favorire la lotta all’invecchiamento; mentre la presenza di inulina rende gli asparagi degli antinfiammatori naturali, aiutando l’apparato digerente e la flora batterica.

Le controindicazioni  nell’assunzione degli asparagi sono rivolte a chi soffre di reumatismi o disturbi renali a causa del contenuto di asparagina. 

Asparagi in cucina

 

Asparagi Ortofrutta Trevi srl Come pulire gli asparagi?

Gli asparagi possono essere consumati previa cottura, lessati in acqua bollente oppure cotti a vapore. Il tempo necessario a raggiungere la cottura ottimale dipende dallo spessore del fusto.

La punta è ovviamente molto più delicata rispetto alla parte inferiore e, dunque, spesso si procede lasciando al di fuori dell’acqua i germogli più teneri e legando alla base gli steli, che saranno gli unici ad essere cotti.

Il loro raffreddamento subito dopo la cottura, permette di preservare il loro colore verde. Ora vediamo qualche gustosa ricetta con gli asparagi.

 

Lasagne allo zafferano con asparagiAsparagi Ortofrutta Trevi srl

  • Asparagi 800 g;
  • Pasta all’uovo 400 g;
  • Latte intero 8 dl;
  • Zafferano 1 bustina;
  • Farina 80 g;
  • Prezzemolo 1 ciuffo;
  • Parmigiano e noce moscata q.b.;
  • Aglio 2 spicchi;
  • Sale, Pepe e Burro q.b.

Iniziamo con il preparare la besciamella facendo sciogliere 80 g di burro in una pentola, unendo la farina e lasciandola cuocere, girando, per un paio di minuti.

Asparagi Ortofrutta Trevi srl

Uniamo il latte freddo e mescoliamo, lasciando andare per 7-8 minuti, a fiamma bassa. Insaporiamo con sale e noce moscata, aggiungendo anche la bustina di zafferano.

Puliamo gli asparagi dalla parte più bianca e dura, spellando i gambi con un pelapatate. Laviamoli e tagliamoli a metà in modo che le punte rimangano separate dal resto.

Dopo aver fatto rosolare gli spicchi di aglio con 30 g di burro nella padella, uniamo i gambi tagliati a rondelle per 4 minuti circa, poi aggiungiamo anche le punte, più delicate, per un paio di minuti. Poi uniamo prezzemolo, sale e pepe.

Asparagi Ortofrutta Trevi srl In una teglia iniziamo a comporre la nostra portata. Facciamo uno strato di pasta e la copriamo con un po’ di besciamella, cospargiamo con gli asparagi e un altro po’ di besciamella.

Aggiungiamo il grana e continuiamo a comporre altri strati fino a terminare gli ingredienti. Sulla superficie esteriore aggiungiamo altra besciamella e qualche ciuffo di burro che durante la cottura si dorerà.

Inforniamo in forno preriscaldato a 180° C per 20 minuti. Per evitare che si bruci esternamente, possiamo coprirla con dell’alluminio durante la cottura.

 

Crema di asparagiAsparagi Ortofrutta Trevi srl

  • Asparagi 1 kg;
  • Grana 50 g;
  • Pancarrè 6 fette;
  • Sale e pepe q.b.;
  • Brodo vegetale q.b.;
  • Burro q.b.

Puliamo gli asparagi eliminando loro la parte più dura e bianca; poi laviamoli per bene. Inseriamoli in un recipiente con le punte rivolte verso l’alto insieme a dell’acqua fredda, lasciando che le esse rimangano fuori.

Asparagi Ortofrutta Trevi srl Cuociamo per 20 minuti, aggiungendo qualche pizzico di sale; portiamo a bollore. Tostiamo con una noce di burro le fette di pancarrè.

Non appena gli asparagi saranno cotti, scoliamoli e frulliamoli. Uniamo al composto ottenuto anche il burro rimasto, sale, pepe e grana, amalgamiamo il tutto accuratamente.

Diluiamo con 3 parti del brodo bollente. Mescoliamo la crema fino a quando sarà ben omogenea. Regoliamo di sale e suddividiamola nei piatti, accompagnandola con il pane tostato.

 

Risotto agli asparagi con scaglie di grana

  • Asparagi 600 g;
  • Lardo 50 g;
  • Riso carnaroli 300 g;
  • Brodo vegetale q.b.;
  • Vino bianco q.b.;
  • Cipollotti 2;
  • Burro 20 g;
  • Grana in pezzi 40 g;
  • Sale e Pepe q.b.;
  • Prezzemolo q.b.

Asparagi Ortofrutta Trevi srl

Cuociamo al vapore gli asparagi, dopo averli puliti e aver eliminato la parte più dura; frulliamoli utilizzando un mixer, conservando però qualche punta.

Facciamo rosolare la cipolla nel lardo, uniamo il riso, aggiungiamo un po’ di vino e lasciamolo evaporare. Versiamo anche il composto di asparagi, saliamo e aggiungiamo il brodo, lasciando cuocere a fuoco basso.

Non appena esso evaporerà, aggiungiamone altro. Con il pezzo di grana, otteniamo delle cialdine che possiamo far dorare infornandole per 5 minuti a 200°.

Mantechiamo il risotto con il burro e serviamolo, aggiungendo le punte di asparagi conservate e le cialdine di grana, un po’ di prezzemolo e, se di vostro gradimento, una spolverata di pepe.

 

Asparagi saporiti in padella

  • Asparagi;
  • Brodo vegetale;
  • Zucchero;
  • Burro.

Puliamo gli asparagi eliminando, come sempre, la parte più fibrosa e dura, aiutandoci con un pelapatate. Laviamoli facendo attenzione a non spezzare le punte.

Asciughiamoli e separiamo le punte dai gambi; tagliamo le prima per il senso della lunghezza, mentre dividiamo a rondelle i gambi. Inseriamo entrambi in una padella, coprendoli con acqua leggermente salata o con il brodo vegetale, aggiungendo anche qualche fiocco di burro e un pizzico di zucchero.

Copriamo con coperchio, facciamo bollire per 8-10 min, poi alziamo la fiamma e lasciamo asciugare, girando di tanto in tanto, fino a cottura ultimata. Gli asparagi sono ottimi anche cotti al vapore e conditi semplicemente con limone e sale.

 

 

Vi piacciono gli asparagi? Come siete soliti cucinarli? Conoscevate le loro numerose proprietà benefiche?
Grazie per aver letto questo post. Lasciateci un commento qui sotto, saremo lieti di leggervi.

Presso la Trevi srl troverete asparagi, insieme al vasto assortimento dei nostri prodotti, sempre freschi. Ci troviamo a due passi dalla Fontana di Trevi.

Radicchio, cicoria colorata

Il radicchioAsteraceaeCompositae, è una pianta erbacea, appartenente al genere Cichorium, di cui fanno parte anche scarola e le puntarelle. Proviene da piante selvatiche poi, con un apporto selettivo, l’uomo ha dato origine alle tipologie più diffuse. Con tale denominazione si intendono generalmente tutte quelle cicorie con foglie rosse o tendenti al rosso.

 

Radicchio Ortofrutta Trevi srlIl radicchio in Italia

I Greci e Romani lo apprezzavano per le sue proprietà depurative e calmanti; gli Egizi, invece, lo ritenevano un ottimo depuratore del sangue.

Già dal XVI secolo era ampiamente coltivato in Italia, soprattutto in Veneto da cui, tutt’oggi, provengono le varietà più famose.

Inizialmente era considerato un cibo povero, tanto che era dato come mangime agli animali. Non è noto cosa abbia determinato la sua ribalta.

Il radicchio rosso di Treviso è particolarmente noto; ha una forma allungata ed è una delle varietà più apprezzate.

Radicchio Ortofrutta Trevi srlRadicchio: cosa sapere per la sua coltivazione

Clima. Non necessita di particolari accorgimenti e riesce a resistere anche ai climi più freddi, del resto, altrimenti, non verrebbe coltivato in prevalenza in Veneto.

Nonostante non mostri difficoltà in caso di umidità e pioggia, è preferibile una sua esposizione al sole al fine di garantire una buona riuscita del raccolto. In caso di temperature eccessivamente fredde è possibile coprire le piante con un telo.

Radicchio Ortofrutta Trevi srlTerreno. Il radicchio può essere coltivato sia in orto che nel proprio giardino; necessita di un terreno ben drenato e fresco, che riesca a garantire un deflusso omogeneo dell’acqua in modo da evitare un terreno arido; per questo motivo, spesso è richiesta una preparazione del terreno, con uno“sfinamento” che elimini la compattezza del suolo.

Irrigazione. La quantità di acqua necessaria dipende molto dalla zona in cui ci troviamo; in aree piovose basterà far affidamento al ciclo piovano mentre in quelle più calde bisognerà predisporre un’irrigazione quotidiana che eviti l’eccessiva aridità del terriccio.

Radicchio Ortofrutta Trevi srl

In ogni caso bisogna aver cura nel non sottoporre questa pianta a drastiche variazioni idriche poichè queste potrebbero influire sulla qualità del prodotto.

Concimazione. Il terreno deve essere concimato in modo moderato utilizzando un compost domestico, dunque, piuttosto leggero. Spesso si preferisce una concimazione “indiretta”, ovvero si utilizzano porzioni di terreno che abbiano goduto di una precedente concimazione.

Interventi per la coltivazione del radicchio

Radicchio Ortofrutta Trevi srl

Sarchiatura. Ha come obiettivo quello di eliminare le piante infestanti tutt’intorno alla coltivazione; con una zappetta di deve procedere, in modo leggero, alla pulizia, smuovendo il terreno circostante e la crosta superficiale.

Pacciamatura. Può essere un’operazione impiegata in alternativa alla sarchiatura; con teli o con paglia si ricopre la superficie intorno alle piantine in modo che, limitando l’esposizione solare, non crescano neanche erbe infestanti.

Imbianchimento. Questa tecnica viene utilizzata con molto ortaggi che altrimenti avrebbero un sapore e una durezza che li renderebbe non commestibili. Limitando la luce alla pianta, la produzione di clorofilla rallenta facendo in modo che lo sviluppo delle foglie avvenga attraverso le sostanze di riserva accumulate nelle radici; inoltre questo limita la produzione delle parti più fibrose, rendendo le foglie più tenere.

Radicchio Ortofrutta Trevi srlLa semina del radicchio

Il periodo per la semina diretta è quello estivo, mentre per i trapianti si procede da settembre a ottobre.
Nei trapianti si procede invece in primavera, solitamente a marzo.

Il radicchio può essere coltivato previo semina diretta o impianto; nel primo caso, ogni varietà di pianta, per la sua coltivazione, avrà delle specifiche indicazioni da seguire che solitamente sono riportate nel retro della confezione di semi acquistata.

Generalmente è necessario realizzare delle buchette e immettervi 5-8 semi. Successivamente si provvederà a diradare le piantine, avendo cura di lasciare uno spazio di circa 20 cm; questa procedura vi consentirà di ottenere piantine rigogliose.

Se utilizzate piante già sviluppate, sarà necessario impiantarle in un terreno fertile e ben drenato. Sarà necessario lasciare circa 30-40 cm tra una fila e l’altra.

La raccolta del radicchio

Dal periodo della semina a quello della raccolta intercorrono circa 40 giorniCrescendo, le piante di radicchio creano dei cespi, caratteristici e simili a quelli dell’insalata, formati da foglie – la parte commestibile – che si distinguono nella forma e nel colore, verdi, rosse o con striature.

Radicchio Ortofrutta Trevi srl

Possono avere una superficie arrotondata o più allungata, più liscia o leggermente arricciata.

Dunque, il classico radicchio rosso non è l’unica varietà esistente; si distinguono infatti quello:

  • rosso, caratterizzato dai toni del rossi con sfumature tendenti al violaceo; in questa tipologia rientrano quello rosso di Treviso, tipologia ampiamente diffusa, quello Chioggia e Verona;
  • verde, identificato come radicchio ma rientrante nella più ampia definizione di cicoria, poichè è caratterizzato da una colorazione verde; il suo sapore è ancora più amaro e può essere selvatico o di orto;
  • variegato, commistione delle tipologie precedenti, ha delle striature giallognole, ad esempio il radicchio di Castelfranco Veneto.

 

Radicchio Ortofrutta Trevi srlQuali sono le proprietà del radicchio?

Il radicchio, come la maggior parte degli ortaggi, è ricco di acqua e sali minerali; ha, dunque, proprietà disintossicanti, diuretiche e depurative.

Favorisce la regolarità intestinale grazie al buon apporto di fibre. Come molti alimenti, per godere al massimo delle sue proprietà benefiche, è preferibile un consumo fresco, poichè la cottura comporta la perdita di buona parte delle sue sostanze nutritive.

L’alta percentuale di acqua garantisce una forte reidratazione ; è inoltre ricco di antiossidanti e contiene antociani che aiutano a prevenire malattie cardiovascolari e il triptofano, utile nell’insonnia.

Inoltre la presenza di  fitosteroli, garantisce il controllo dei livelli di colesterolo nel sangue.

Ha uno scarso apporto calorico – circa 23 kcal per 100 gr –  (ma anche un basso apporto energetico) e dunque risulta impiegato nelle diete ipocaloriche; inoltre le fibre alimentari contenute al suo interno fanno sì che il suo consumo aumenti il senso di sazietà.

 

Radicchio in cucina

Radicchio Ortofrutta Trevi srlDa ingrediente povero, dato da mangiare agli animali ad ingrediente alla base di prelibate ricette.

Una classica ricetta realizzabile con questo ortaggio è il Risotto al radicchio; la preparazione è molto semplice, vi lasciamo il link per seguirne tutti i passaggi.

Vediamo qualche altra ricetta con il radicchio per non impiegarlo solo come aggiunta alle insalate.

Polpette di radicchioRadicchio Ortofrutta Trevi srl

  • Radicchio 1 cespo;
  • Cipollotto 1;
  • Uovo 1;
  • Parmigiano 1 cucchiaio;
  • Ricotta 125 g;
  • Pangrattato 50 g.;
  • Sale e pepe q.b.;
  • Olio di oliva q.b.;
  • Olio per friggere.
Per la panatura vi occorreranno 1 uovo e il pangrattato. Iniziamo facendo appassire il cipollotto tritato finemente in un padella con dell’olio. Puliamo e tagliuzziamo il radicchio in listarelle, facendolo cuocere in padella per 10 minuti.

Radicchio Ortofrutta Trevi srl

Uniamolo alla ricotta, aggiungendo anche sale, pepe, uovo e parmigiano; amalgamiamo per bene tutti gli ingredienti.

Formiamo quindi le nostre polpettine, che passeremo prima nell’uovo sbattuto e poi nel pangrattato; friggiamole facendole rosolare per bene da entrambi i lati. Poi, lasciamole scolare su della carta assorbente. Servitele calde e croccanti.

 

 

Involtini di radicchioRadicchio Ortofrutta Trevi srl

  • Radicchio 10 foglie;
  • Fontina 100 g;
  • Salame ungherese 100 g;
  • Olio extravergine di oliva q.b.;
  • Parmigiano;
  • Pepe.

Sbollentiamo leggermente le foglie di radicchio in acqua bollente e salata per un minuto. Scoliamole ed asciughiamole tamponandole con della carta assorbente. Mettiamo ogni foglia sul nostro piano da lavoro e al di sopra disponiamo una fetta di salame e la fontina.

Arrotoliamo ogni foglia su se stessa; poi disponiamo i nostri involtini su una teglia rivestita da carta da forno. Spolverizziamo con pepe e parmigiano, condiamo con un filo di olio e cuociamo in formo preriscaldato a 180°C per 10 minuti.

 

Radicchio Ortofrutta Trevi srlVol-au-vent al radicchio

 

  • Vol-au-vent 300 g;
  • Scalogno 1;
  • Parmigiano fresco 30 g;
  • Radicchio di Treviso 2 cespi;
  • Tuorlo 1;
  • Panna fresca 1 dl;
  • Aceto balsamico q.b.;
  • Stracchino 120 g;
  • Sale e pepe nero q.b.;
  • Burro 20 g;
  • Speck 4 fette.

Disponiamo i vol-au-vent sulla teglia da forno foderata con la carta; sbattiamo il tuorlo aggiungendo ad esso poche gocce di acqua. Spennelliamolo sui vol-au-vent in modo che in cottura diventino ben dorati e croccanti. Se utilizzate quelli surgelati o da cuocere infornateli il tempo necessario, come indicato.Radicchio Ortofrutta Trevi srl

Intanto cuociamo il radicchio; eliminiamo le foglie più esterne e tagliamolo a listarelle sottili, poi laviamolo e lasciamolo scolare.

Facciamo appassire lo scalogno tritano in una padella con il burro, poi aggiungiamo il radicchio e un pizzico di sale. Continuiamo la cottura. Insaporiamolo con lo speck tagliato a striscioline e qualche goccia di aceto balsamico.

Uniamo in un pentolino lo stracchino e la panna con un pizzico di sale; aggiungiamo il grana. Ora riempiamolo con il radicchio cotto e al di sopra versiamo la crema ottenuta. Completiamo con qualche pezzetto di radicchio lasciato da parte e un po’ di pepe. Possono essere serviti ben caldi, ripassati al forno, oppure tiepidi.

 

Torta salata con radicchio

  • Pasta sfoglia 1 confezione;
  • Radicchio 2 cespi;
  • Scamorza 1;
  • Parmigiano 1 cucchiaio;
  • Sale e pepe q.b.;
  • Cipolla 1 spicchio;
  • Uova 2;
  • Latte 1 bicchiere;
  • Olio extravergine di oliva q.b.

Laviamo il radicchio, asciughiamolo per bene e tagliamolo in listarelle sottili che facciamo appassire in una padella con olio, sale e cipolle.

Sbattiamo le uova in una ciotola, pepiamo, saliamo aggiungendo anche latte e parmigiano. Tagliamo a pezzetti la scamorza ed aggiungiamola al composto insieme al radicchio. Radicchio Ortofrutta Trevi srl

Foderiamo la teglia con carta da forno e adagiamo al di sopra la sfoglia: versiamo al suo interno tutti gli ingredienti in modo che ricoprano uniformemente tutta la superficie.

Arricciamo lungo i bordi e lasciamo cuocere in forno per circa mezz’ora a 180°.

A vostro gradimento, potete aggiungere sulla superficie della torta salata con radicchio una spolverata di formaggio che creerà una croccante crosticina.

 

 

Vi piace il radicchio? Lo utilizzate a crudo per le vostre insalate oppure cotto, come ingrediente in ricette salate?
Grazie per aver letto questo post. Lasciateci un commento qui sotto, saremo lieti di leggervi.

Presso la Trevi srl troverete al radicchio, un vasto assortimento di prodotti, sempre freschi. Venite a trovarci, cci troviamo a due passi dalla Fontana di Trevi.

Cavolo verza, detto anche “verza”

Con il termine “cavolo” si intende più di una specie appartenente alla famiglia delle Cruciferae; tra di esse compaiono il cavolo broccolo, il cavolo cappuccio, il cavolfiore e il cavolo verza. Quest’ultimo, il cui nome scientifico è Brassica oleracea fa parte, insieme al cavolo cappuccio, della tipologia detta “a foglia”.

 

Cavolo verza Ortofrutta Trevi srlSemina e coltivazione

Il cavolo verza è un ortaggio originario del bacino del Mediterraneo; fu coltivato fin dai tempi più antichi: oltre ad essere utilizzato come alimento, era impiegato anche come rimedio curativo, in particolar modo sotto forma di decotto dalle proprietà terapeutiche.

Di facile coltivazione, può essere presente anche negli orti domestici dei più inesperti.

 

 

Cavolo verza Ortofrutta Trevi srl

Nozioni base per la coltivazione del cavolo verza

Terreno e concimazione. Il cavolo verza è un ortaggio che si adatta ad ogni tipo di terreno; è bene che esso sia fresco e dotato di una buona componente organica.

Se coltivato su un suolo proveniente da una precedente coltura, particolarmente ricca di fertilizzante, può essere sufficiente questa concimazione indiretta.

Se, al contrario, viene impiantato in terreni piuttosto poveri, può essere utilizzato letame animale oppure compost domestico.

Clima. È un ortaggio tipicamente invernale. Si dice che il freddo ne migliori la qualità, purchè non ci si trovi di fronte a gelate prolungate nel tempo.

Grazie alla sua ottima resistenza, infatti, riesce ad essere presente negli orti fino a fine stagione. Per questi motivi può essere coltivato anche nelle nostre regioni settentrionali.

Irrigazione. Dal punto di vista idrico si tratta di una pianta molto esigente; in particolar modo di fronte ad una stagione molto secca, è necessario incrementare l’apporto idrico attraverso un impianto di irrigazione a goccia.

Cavolo verza Ortofrutta Trevi srlRincalzatura. Un’operazione importante da svolgere per il cavolo verza è la rincalzatura: si riporta a mano della terra alla base della pianta. Si può eseguire nella fase del trapianto: è utile per permettere alle radici di ingrossarsi e al fusto di raggiungere maggiore resistenza.

Semina e innesto

Il cavolo prevede la possibilità di innestare le piantine nel terreno; esse possono essere acquistate preventivamente al vivaio oppure essere auto-prodotte tramite semi in semenzaio.

La produzione in seme prevede la formazione della piantina nel giro di 20-30 giorni; quindi, è necessario fare un calcolo in vista della successiva messa a dimora. Per trapiantare un orto intorno a settembre, i semi dovranno esser messi in semenzaio intorno ai primi di agosto, per poter raccogliere verso novembre.

Cavolo verza Ortofrutta Trevi srlLe varietà primaverili hanno un ciclo più breve, dunque, seminando tra gennaio e febbraio, si potrà trapiantare nel mese di marzo e raccogliere già a maggio.

Gli intervalli per la semina e la raccolta possono variare e potremmo scegliere un periodo più tardo per poter raccogliere questo ortaggio ad inverno inoltrato.

La raccolta del cavolo verza

Questa tipologia di cavolo a foglia, è caratterizzato da un classico cespo formato da foglie ruvide e grinzose, raccolte tutt’intorno a formare una palletta dura e compatta.  Potremo raccogliere la verza quando le testa centrale si sarà ben formata e dura.

A seconda della varietà e del momento della semina o impianto potremmo raccogliere il cavolo verza ad inizio inverno e, più comunemente, ad inverno inoltrato.

Cavolo verza Ortofrutta Trevi srl

Tipologie di cavolo verza

La coltivazione più diffusa è quella che si raccoglie in autunno-inverno; numerose sono le varietà, fra le tardive ci sono:

  • Violaceo di Verona
  • Tardivo di Piacenza
  • Verzotto di Asti
  • Invernale comune
  • Verza di Milano

Cavolo verza Ortofrutta Trevi srl

Proprietà benefiche della verza

Il cavolo verza è un ortaggio ricco di sostanze nutritive benefiche; il suo consumo regolare ci permette di acquisire un buon apporto di vitamine (C, B1, B2, PP, A, D2, K e U). Contiene sali minerali come fosforo, calcio, ferro, potassio.

Questi elementi sono fondamentali per rafforzare il nostro sistema immunitario; inoltre ha proprietà analgesiche e antinfiammatorie. Il decotto di cavolo verza o il suo succo sono ottimi per combattere la stipsi.

Gli oli contenuti nelle sue foglie, invece, facevano sì che esse erano applicate a strati sulle zone reumatiche o sulle giunture dolenti con finalità analgesica.

Cavolo verza Ortofrutta Trevi srl

Come cucinare il cavolo verza?

Anche il cavolo verza, se mangiato crudo, gode di ottime proprietà nutritiche che, come sappiamo, tendono a perdersi con la cottura. Questo ortaggio si mangia cotto, poichè la rugosità delle foglie la rendono un pò ostica nell’utilizzarla come insalata. Può essere cotta al vapore o in padella.

Le foglie più esterne e scure vanno eliminate (possono essere impiegate per preparare un brodo di verdure); la palletta di verza acquisterà così una forma più regolare. Tagliata in quattro, la radice centrale va eliminata; poi potete procedere a tagliare sottilmente la verza.

Ovviamente, prima di cucinarlo, il cavolo andrà lavato accuratamente. Vediamo qualche ricetta in cui impiegare la verza.

Cavolo verza Ortofrutta Trevi srl

Bucatini con la verza

  • Cavolo verza 500 g;
  • Acciughe 8 filetti;
  • Pancarrè 2 fette;
  • Aglio 1 spicchio;
  • Sale e aceto q.b.;
  • Pasta 320 g. (per 4 persone);
  • Olio EVO 2dl.

Sciacquiamo leggermente le acciughe eliminando, se presenti, le lische. Facciamo scaldare in una padella un po’ di olio con uno spicchio di aglio tritato e lasciamo fondere leggermente anche le alici.

Uniamo la verza, pulita e tagliata in listarelle, cuocendo per almeno 10 min. e insaporendo con pepe. Cuociamo la pasta in acqua bollente e, una volta scolati al dente, mantechiamola all’interno della padella con il condimento. Tostiamo il pancarrè e sbricioliamolo all’interno della pasta, conferirà un piacevole contrasto alla pasta.

Sformatini di verza e mortadella

  • Cavolo verza 1 cespo;
  • Ricotta 300 g;
  • Uova 1;
  • Mortadella 100 g;
  • Scalogno 1;
  • Burro 20 g;
  • Grana 50 g;
  • Timo 1 cucchiaio;
  • Pepe e sale q.b.;
  • Olio extravergine di oliva q.b.

Puliamo la verza, eliminando le foglie più scure o rovinate; sbollentiamo leggermente le foglie in acqua salata; poi, teniamo da parte quelle esterne e tritiamo quelle più chiare ed interne.

Cavolo verza Ortofrutta Trevi srlFacciamo soffriggere lo scalogno tritato con un po’ di olio e un pizzico di sale, fino a quando non appassirà. Uniamo la verza e lasciamo cuocere a fuoco dolce per circa 10 min. Uniamo ricotta, uovo, mortadella precedentemente tritata, verza stufata, aggiungendo anche sale e pepe.

Imburriamo leggermente gli stampini e foderiamoli con le foglie di verza tenute da parte; riempiamoli con il composto preparato. Spolveriamo con il burro rimasto e il grana.

Potete chiuderli con la restante parte delle foglie oppure lasciarli aperti. Inforniamo a 180° per 20 minuti; una volta cotti serviteli con una spolverata di timo.

Verza in padella

  • Verza 1 kg;
  • Aglio 2 spicchi;
  • Sale e pepe q.b.;
  • Peperoncino 1;
  • Brodo vegetale;
  • Olio extravergine di oliva 3 cucchiai.

Puliamo la verza, eliminando le foglie più dure e la testa del cespo. Laviamola e tagliamola a striscioline sottili.

Facciamo rosolare due spicchi di aglio in una padella con un po’ di olio, aggiungendo anche del peperoncino. Lasciamo soffriggere leggermente poi aggiungiamo la verza e saliamo.

Uniamo il brodo vegetale direttamente in padella e lasciamo cuocere per almeno un quarto d’ora, mescolando. Non appena il brodo sarà evaporato, aggiungiamo il pepe e serviamo la verza calda.

Verza e patate

  • Verza 600 g;
  • Sale e pepe q.b.;
  • Patate 500 g;
  • Olio Extravergine di Oliva 4 cucchiai.

Puliamo e laviamo la verza, staccando ad essa le foglie e tagliandole sottili. Sbucciamo le patate che ci serviranno e uniamole insieme alla verza tagliata in una pentola con abbondante acqua fredda non salata. Portiamo a bollore e lasciamo cuocere per 40 minuti.

Facciamo appassire due spicchi di aglio con dell’olio; scoliamo e strizziamo la verza. Tagliamo a tocchetti le patate e aggiungiamole al soffritto, insieme alla verza. Lasciamo cuocere per 5 min. mescolando. Salate e pepate secondo i vostri gusti e servite.

 

Vi piace il cavolo verza? O preferite le altre tipologie di cavolo? Grazie per aver letto questo post. Lasciateci un commento qui sotto, saremo lieti di leggervi.

Presso la Trevi srl troverete un ampio assortimento di verza. Veniteci a trovare, vi aspettiamo insieme a tutti i nostri prodotti, sempre freschi. Ci troviamo a due passi dalla Fontana di Trevi.

Porri come antibatterico naturale

I porri sono un alimento ampiamente utilizzato poichè si raccoglie tutto l’anno; sono ricchi di sostanze benefiche e sostituiscono in modo eccellente la cipolla o l’aglio. Il porro, il cui nome scientifico è Allium porrum, è una pianta erbacea monocodiledone biennale, che appartiene alla famiglia delle Liliaceae.

Porri Ortofrutta TreviSemina e coltivazione dei porri

Semina. Si effettua da fine inverno e può essere svolta in modo scalare, operando con diversi trapianti, a partire da fine aprile; esistono diverse varietà di porri, per cui si possono scegliere sia la tipologia estiva che quella autunnale-invernale.

Se si decide di utilizzare un semenzaio a letto caldo, effettuando più trapianti, si può cominciare la semina a partire da fine aprile. I porri estivi dovranno essere seminati prima della primavera e colti ad inizio estate mentre quelli autunnali si coltivano da marzo e si colgono a settembre.

Porri Ortofrutta TreviTrapianto. Il seme germina in una decina di giorni e dopo un mese può essere trapiantato: si procede collocando nel terreno le piantine con radice nuda, quando sono alte circa 10-15 cm. A quest’operazione deve  seguire un’irrigazione abbondante.

Clima. La pianta del porro preferisce il clima temperato e mediterraneo, evitando temperature eccessivamente rigide ma anche quelle estremamente calde. La tipologia invernale resiste a temperature più alte, permettendo una sua ampia coltivazione e utilizzazione tutto l’anno.

Terreno. Ideale è quello morbido, da arricchire ciclicamente con concime (letame o sabbia) per garantire una buona distribuzione delle sostanze nutritive e un rapido drenaggio dell’acqua. È opportuno evitare un suolo troppo compatto che potrebbe determinare ristagni di acqua.

Porri Ortofrutta TreviRaccolta e conservazione dei porri

A differenza di aglio e cipolla che appartengono alla stessa famiglia ma che si presentano in forma di bulbo arrotondato o suddiviso in spicchi, il porro è formato da una serie di foglie, dette guaine.

Esse sono sovrapposte tra loro a formare una specie di cilindro: sono bianche nell’area inferiore, ovvero quella che si sviluppa sotto terra mentre diventano verdi nella parte superiore che fuoriesce dal terreno.

Nel suo consumo l’estremità verde del porro è eliminata: la bianca viene utilizzata affettata o a tronchetti. La raccolta si effettua quando il porro raggiunge i 2-3 cm di diametro e questo si verifica, solitamente, dopo 3-4 mesi dal trapianto oppure 5-7 mesi dalla semina.

L’operazione di raccolta è piuttosto semplice: basterà estrarre l’intera pianta dal terreno, eliminando radici e foglie verdi più dure.

Conservazione. Il porro si conserva piuttosto bene, in un luogo fresco e buio per circa un mese mentre in frigorifero può mantenersi fino due mesi.

Imbianchimento dei porri: di cosa si tratta?

Molti ortaggi, tra cui sedano, finocchi, cardi, sono oggetto di questa operazione che permette di rendere più tenere e meno fibrose le parti commestibili. Si tende a coprire i porri dalla luce solare, evitando così la produzione di clorofilla e migliorandone il gusto.

L’imbianchimento dei porri avviene tramite rincalzatura, ovvero terra in quantità abbondante viene addossata all’ortaggio, soprattutto i primi 10-15 cm devono essere rincalzati in modo cospicuo; tale operazione deve essere effettuata almeno due settimane prima della raccolta.

 

Porri Ortofrutta TreviProprietà benefiche dei porri

I porri sono composti maggiormente di acqua; la restante parte contiene carboidrati, zuccheri, fibre vegetali, proteine e grassi.

Buono è il contenuto di sali minerali come ferro, sodio, potassio, magnesio, zinco, rame, manganese, selenio, calcio e fosforo. Contengono vitamine del gruppo A e B a cui si aggiungono le vitamine C, E, K e J.

A differenza di quanto potrebbe sembrare, è presente anche una buona quantità di beta-carotene, luteina e zeaxantina. Inoltre, come l’aglio, il porro è un efficace antibiotico naturale: questa proprietà curativa è dovuta dall’allicina, un enzima con proprietà antibatteriche e antivirali; e già in tempi antichi era utilizzato con finalità antisettiche.

Porri Ortofrutta Trevi

Tra i benefici riferibili a questo enzima ci sono il sollievo per reumatismi e artirite. Inoltre, i porri hanno marcate proprietà carminative, ovvero inibiscono la formazione di gas intestinali evitando l’insorgenza del meteorismo e di aerofagia.

Al loro interno è presente un alto contenuto di oli essenziali che, stimolando la produzione di succhi gastrici, aiutano a migliorare la digestione.

É un alimento dal basso apporto calorico ma dal potere saziante; inoltre la presenza di fibre ne fa un ottimo alleato nella pulizia intestinale.

Un consumo regolare di porri, abbassa il colesterolo e, la buona quantità di antiossidanti contenuti, aiuta a prevenire l’invecchiamento della pelle.
Il porro non ha nessuna controindicazione nello specifico; tuttavia è preferibile limitarne il consumo se si soffre di pressione bassa.

Porri Ortofrutta TreviI porri in cucina

I porri, appartenendo alla stessa famiglia dell’aglio e delle cipolle e, generalmente, vengono associati alla preparazione di piatti salati.

Per cucinare i porri, potete pulirli tagliando loro le foglie verdi e lavando accuratamente la parte bianca con acqua e un pizzico di bicarbonato. Il più delle volte, per essere cucinati, vengono tagliati in rondelle.

Gratin con patate

Un contorno perfetto per una cena tra amici. Tagliate a rondelle i porri precedentemente puliti e le patate. Imburrate una teglia da forno, stendete sul fondo, a strati, patate e porri. In un pentolino fate cuocere per qualche minuto della panna con un pizzico di sale e uno spicchio di aglio. Quando si sarà addensata, togliete l’aglio, spegnete e versatela sopra ai porri e patate, spolverando con abbondante parmigiano poi infornate a 180° per circa 30 minuti.

Vellutata di porri, zucca e patatePorri Ortofrutta Trevi

Il clima invernale rende particolarmente appetitosa una vellutata di porri, zucca e patate: davvero confortevole, da gustare nelle giornate più fredde.

  • Zucca Gialla 1 kg;
  • Patate 500 g;
  • Porro (parte bianca) 100 g.;
  • Acqua 450 ml;
  • Rosmarino 20 g.;
  • Noce Moscata 20 g.;
  • Sale q.b.;
  • Olio Extravergine di Oliva 75 ml;

Porri Ortofrutta TreviPrepariamo gli ingredienti della vellutata; peliamo le patate e la zucca togliendo filamenti, semi e buccia. Tagliamo a pezzetti entrambi. Proseguiamo eliminando la parte verde del porro, più esterna e tagliando sottilmente a rondelle la parte bianca.

In una pentola facciamo soffriggere leggermente olio, porri e zucca insieme alle patate; prestiamo attenzione che niente si attacchi al fondo. Aggiungiamo sale, sale, rosmarino, noce moscata e acqua.

Lasciamo cuocere a fuoco medio, mescolando. Non appena tutto risulterà cotto e morbido procediamo a creare la nostra vellutata utilizzando un mixer ed ottenendo una crema densa e morbida.

I porri possono essere un perfetto condimento anche per un primo piatto di pasta. Qui troverete una squisita ricetta per preparare in modo veloce delle saporite linguine ai porri.

Quiche porri e pancetta

Per realizzare questa torta salata vi serviranno pochi ingredienti: il risultato, oltre ad essere originale, sarà veramente appetitoso. L’inserimento del latte e della panna è facoltativo; in loro assenza riducete la quantità delle uova e aggiungete del formaggio o della mozzarella filante. Otterrete un composto meno voluminoso ma ugualmente gustoso. Ecco gli ingredienti necessari per una teglia da 24 cm:

Porri Ortofrutta Trevi

  • Pasta briseè 300 g;
  • Porri 250 g.;
  • Pancetta 100 g.;
  • Latte intero 100 ml (facoltativo);
  • Panna 100 ml (facoltativa);
  • Uova 3;
  • Sale e Pepe q.b.;
  • Burro 40 ml.

Iniziamo con il pulire e tagliare i porri a fette e a farli stufare in padella per circa un’ora a fuoco basso, insiema ad una noce di burro; aggiungete all’occorrenza un mestolo di acqua o di brodo vegetale in modo da evitare che si brucino.

Distendete la pasta brisè su una teglia da forno, bucherellatela con una forchetta e ricopritela con della carta da forno, posizionandovi al di sopra dei legumi in modo che il loro peso facciano aderire il foglio di carta alla superficie.

Porri Ortofrutta Trevi

Infornate a 200°C per 20 minuti circa; appena sfornata spennellate la superficie con un uovo e infornate nuovamente per altri 7 minuti.

Sbattete le rimanenti uova con sale e pepe; aggiungete il latte e, se volete, anche la panna mescolando fino ad ottenere un composto denso e omogeneo.

Distribuite i porri sulla base di brisè, poi cospargete con la pancetta. Versate infine il composto di uova, latte e panna. Lasciate cuocere per altri 20 minuti a 200°C o fino alla doratura che desiderate. Attendente cinque minuti dopo averla sfornata e servitela ancora calda.

Porri Ortofrutta Trevi

Quadrucci di taleggio e porri

Pulite i porri, eliminando loro la parte verde e il fondo; lavateli per poi inciderli in modo da poterli sfogliare, ottenendo circa 24 guaine esterne.

Tagliate a rondelle la parte interna poi scottate in acqua bollente e salata le guaine esterne per circa 4 minuti; lasciamo raffreddare tutto. In un tegamesciogliete una noce di burro e rosolate i porri per 2 minuti, aggiungendo poi il sale e il pepe, facendoli cuocere a fuoco basso altri 10 minuti.

Porri Ortofrutta TreviEliminate la crosta del formaggio e tagliatelo in pezzetti. Ora dovremo posizionare i porri brasati, un cucchiaino circa, sulla superficie della guaina, aggiungere il formaggio ed altri porri per poi chiudere il tutto avvolgendo nella guaina.

Procediamo così e prepariamo 12 quadrucci che passeremo prima nel pangrattato, poi nelle uova battute; friggeteli nell’olio caldo finché non saranno dorati (2 minuti circa). Scolateli su della carta assorbente e serviteli caldi.

 

 

Vi piacciono i porri? Come siete soliti mutilizzarli? Li utilizzate solo alternativa all’aglio oppure li impiegate come ingrediente principale nelle vostre ricette? Grazie per aver letto questo post. Lasciateci un commento qui sotto, saremo lieti di leggervi.

Presso la Trevi srl troverete i porri, insieme al vasto assortimento dei nostri prodotti, sempre freschi.
Ci troviamo a due passi dalla Fontana di Trevi.

Finocchi: coltivazione e curiosità

I finocchi appartengono alla famiglia delle apiaceae e ombrellifere, piante di origine mediterranea tra cui si individuano anche sedano e carota. Il nome scientifico del finocchio è foeniculum vulgare dulce; questa pianta è ampiamente diffusa negli orti domestici poichè è di facile coltivazione e il nostro clima è congeniale alla sua crescita.

Finocchi Ortofrutta Trevi srlLa coltivazione del finocchio

Terreno. Il terreno deve essere ben lavorato e drenato; questa pianta non sopporta i ristagni di acqua. Per quanto riguarda la concimazione, l’ideale è un terreno fertile, preferibilmente lavorato con letame o compost.

In alcuni casi è possibile utilizzare dell’azoto per favorire la crescita del grumolo (il bulbo del finocchio).

Clima. La pianta del finocchio cresce con particolare facilità ma teme le temperature più estreme, che scendono sotto i 7 gradi oppure quelle che superano i 30 gradi. Come altre piante di questa famiglia, necessita di luce solare poichè questa è fortemente coadiuvante al suo sviluppo.

Semina. Il suo bisogno di luce fa sì che il periodo di semina migliore sia da collocarsi nelle stagioni primaverili, in cui la durata delle giornate fornisce un buon apporto di luce; dunque, da marzo oppure a giugno/luglio.

Finocchi Ortofrutta Trevi srl

Nella semina da innesto, è opportuno lasciare tra una pianta e l’altra circa 30 cm di distanza seguendo un posizionamento lungo file a 50­/70 cm di distanza.

Nel caso di impiego di semi, la profondità di interramento è di circa 1,5 cm. Se si procede alla semina direttamente a dimora, è possibile piantare a distanze minime e poi diradare le piante.

Dalla distanza di crescita dipende la forma dell’ortaggio: se troppo ravvicinati, si sviluppano allungati e appiattiti; mentre avremo finocchi più rotondi se hanno un maggiore spazio di crescita.

Finocchi Ortofrutta Trevi srlLa tecnica dell’imbianchimento

Come accade per altri ortaggi, anche i finocchi vengono sottoposti alla pratica dell’imbianchimento tramite rincalzatura.

Si tratta di ricoprire con terra (due settimane dopo il trapianto e poi a intervalli di due-tre settimane) la parte bassa della pianta, in modo che la non esposizione alla luce causi la diminuzione della produzione di clorofilla e, dunque, lo sbiancamento dei grumuli.

Questa operazione non ha solo un effetto estetico ma permette anche di migliorare le proprietà organolettiche dell’ortaggio: così facendo il finocchio (e gli altri ortaggi a cui solitamente questa tecnica viene applicata – porri, radicchio) diventano più saporiti e croccanti, perdono il sapore amaro che li caratterizza e l’accumulo di acqua limita la fibrosità, rendendoli così più teneri.

La raccolta dei finocchi

I finocchi possono essere raccolti ad 80-120 giorni dalla semina. Come abbiamo accennato, temono le gelate invernali ed è quindi necessario procedere alla loro raccolta prima che esse si verifichino.

Se abbiamo seminato a marzo, raccoglieremo a giugno mentre, se la semina si è svolta tra giugno e luglio, avremo una raccolta autunnale.

Ciò che viene raccolto e che mangiamo è il grumolo: una specie di bulbo che varia nella sua forma ed è formato dalle foglie che si riuniscono sotto il livello del terreno. Si procede con la raccolta non appena raggiunge il suo sviluppo completo, ma prima che inizi l’allungamento del germoglio.

Finocchi Ortofrutta Trevi srlI bulbi vengono semplicemente estratti dal terreno (a ciò segue la verifica del raggiungimento delle idonee dimensioni in base alla tipologie); vengono poi tagliate le radici e spuntati fusto e foglie.

Al contrario di quanto spesso si pensa, non esistono finocchi femmine o maschi ma semplicemente sono coltivate diverse tipologie di questo ortaggio. Tra le varietà più comuni di finocchi “a bulbo”, ovvero quelli che si usano abitualmente in cucina, si distinguono:

  • mantovani, dalla forma più piatta e allungata, indicati solitamente come finocchi “femmine”;
  • romaneschi, più tondi e larghi, appellati come i finocchi “maschi”.

Esiste poi il finocchio “a erba”, che spesso si trova anche in forma selvatica, con un gambo molto poco sviluppato e dai semi simili alla liquirizia.

Finocchi Ortofrutta Trevi srlProprietà benefiche dei finocchi

I finocchi sono alimenti estremamente noti per le loro doti digestive, poichè apportano un aiuto benefico all’intero apparato gastrointestinale. Il suo essere fortemente diuretico lo rende un ottimo depurativo.

Essi, infatti, hanno, la capacità di evitare la formazione di gas intestinali poichè contengono anetolo, una sostanza che è in grado di agire sulle contrazioni addominali dolorose.

Al finocchio sono associate proprietà depurative e antinfiammatorie, in particolar modo a favore del fegato e del sangue.

Finocchi Ortofrutta Trevi srlI finocchi sono composti principalmente di acqua; tra i minerali il più presente è il potassio. Contengono vitamina A, vitamina C e alcune vitamine del gruppo B.

È discretamente ricco di flavonoidi e ha un apporto calorico bassissimo ma potere saziante: ciò è sempre un aiuto in caso di diete alimentari.

 

Finocchietto selvatico e semi

Molto diffuso è il consumo di finocchio in forma di tisana digestiva. In questo caso sono utilizzati piccoli semi che vengono lasciati in infusione in acqua bollente.

Finocchi Ortofrutta Trevi srl

 

Essi hanno origine dal finocchio detto selvatico,  o finocchietto, da non confondere con il finocchio “a bulbo” di cui abbiamo parlato finora.

Questa pianta erbacea ha un fusto verde, sottile, con molte ramificazioni e i suoi frutti sono semi striati, dalla colorazione verde-marrone e dalla forma allungata.

Dal gusto dolciastro, il finocchietto cresce spontaneamente nella maggior parte delle regioni temperate d’Europa ma, generalmente, si indica la sua origine nel basso Mediterraneo da cui poi la diffusione verso oriente, fino all’India. Già in Grecia la pianta era conosciuta e molto apprezzata ma la sua vera diffusione si ebbe solo con i Romani.

Il finocchio sulle nostre tavole

Finocchi Ortofrutta Trevi srl

I finocchi sono degli ortaggi che possono essere consumati sia crudi che cotti. Nelle stagioni più fredde probabilmente è preferibile prepararli cotti, utilizzandoli anche come condimento per piatti sfiziosi.

Finocchi gratinati

Un classico modo, gustoso e veloce, di consumare i finocchi è quello di gratinarli. Qui trovate questa semplice ricetta: la crosticina croccante che si formerà sopra i vostri finocchi e la cremosità della besciamella, renderanno questo piatto, pur nella sua essenzialità, davvero irresistibile.

Tantissime sono le combinazioni di insalata che potete realizzare con questo ortaggio, prezioso soprattutto per coloro che cercano un alimento saziante ma a bassissimo contenuto calorico.  Potete sperimentare tra insalata con finocchi e mele o arance; noci, parmigiano ecc, la serie potrebbe essere infinita.

Finocchi Ortofrutta Trevi srl

Risotto ai finocchi e zafferano

Per due persone vi serviranno questi ingredienti:
  • Finocchio grande 1;
  • Olio extravergine di oliva q.b.;
  • Zafferano 1 bustina;
  • Sale ed erba cipollina secca q.b.;
  • Riso carnaroli o arborio 2 porzioni;
  • Brodo vegetale.
Laviamo e puliamo il finocchio; tagliamolo a pezzetti per poi farlo insaporire in padella con l’olio. Aggiungiamo un mestolo di brodo e facciamo cuocere per qualche minuto così che il brodo evapori leggermente. Aggiungiamo il riso e facciamolo tostare a fuoco alto; unite lo zafferano nel brodo.
Salate il riso aggiungendo anche l’erba cipollina. Aggiungete brodo all’occorrenza e procedete alla cottura del riso. Infine unite anche il formaggio e mantecate per bene.

Crema di carote e finocchiFinocchi Ortofrutta Trevi srl

  • Carote 6;
  • Finocchi 3;
  • Scalogno 1:
  • Brodo vegetale;
  • Pepe e Sale q.b.;
  • Olio Extravergine di Oliva q.b.;
  • Finocchietto qb.;
Eliminiamo le foglie esterne più dure ai finocchi, poi tagliamoli a fettine. Peliamo le carote con un pelapatate e tagliamole a tocchetti. Tritiamo lo scalogno e facciamolo appassire con olio extravergine di oliva, poi uniamo le verdure per qualche minuto. Aggiungiamo il brodo vegetale fino a ricoprire tutto, saliamo e pepiamo in modo che sia di nostro gradimento. Continuiamo la cottura fino a quando raggiungeremo la giusta cottura.

Con un mixer ad immersione, frulliamo tutto, creando un composto omogeneo. Condiamo con un filo di olio e, se nei vostri gusti, spezie e finocchietto. Da servire ben calda.

Finocchi alla mediterraneaFinocchi Ortofrutta Trevi srl

  • Capperi 80 g;
  • Cipolla 1;
  • Finocchio 4;
  • Pomodori secchi 80 g;
  • Sale e pepe q.b.;
  • Olio extravergine di oliva q.b.;
  • Prezzemolo q.b.;
  • Vino bianco mezzo bicchiere.

Pulite i finocchi, tagliateli a spicchi e lessateli per 5 minuti. Sbucciate la cipolla, tritatela insieme ai pomodori secchi e unite anche i capperi.

Soffriggete questo trito con un filo di olio e unite ad esso i finocchi ben scolati. Salate e pepate poi sfumate con vino bianco e cuocete lentamente per 15 min. Come tocco finale, cospargete del prezzemolo tritato.

Salmone con cartoccio di finocchio

  • Tranci di salmone 4 da 200 g.;
  • Sale e olio q.b.;
  • Finocchi 4 piccoli.
Foderare una teglia con della carta forno e appoggiare i tranci di salmone; poi saliamo e aggiungiamo un filo di olio. Puliamo i finocchi ed eliminiamo la parte più esterna.
Incartiamoli con la carta forno, uno ad uno aggiungendo anche un pizzico di sale e posizioniamoli nella teglia. Cuociamo il tutto per 15 min. a 180°. A cottura ultimata, scartiamo i finocchi e serviamo con il salmone e un filo d’olio.

Infinocchiare: un modo di dire curioso. Concludiamo questo post con una curiosità. Spesso sentiamo il termine “infinocchiare” utilizzato ad indicare qualcuno che è stato “preso in giro”. Questo modo di dire deriva dal fatto che il finocchio altera le funzionalità delle papille gustative poichè dopo il suo consumo tutto sembra più dolce. Sapendo ciò, spesso, molti osti tendevano ad offrirlo prima di servire il loro vino, per mitigare il suo gusto (e di fatto, imbrogliare).

 

 

Vi piacciono i finocchi? Come siete soliti mangiarli? Crudi o cotti, preparati, magari, in qualche modo appetitoso? Grazie per aver letto questo post. Lasciateci un commento qui sotto, saremo lieti di leggervi.

Presso la Trevi srl troverete un ampio assortimento di finocchi. Veniteci a trovare, vi aspettiamo insieme a tutti i nostri prodotti, sempre freschi. Ci troviamo a due passi dalla Fontana di Trevi.

 

Carciofi, coltivazione e proprietà

Il carciofo, il cui nome scientifico è Cynara scolymus, appartiene alla famiglia delle Asteraceae. Di origine mediorientale, il carciofo nella sua primitiva variante selvatica ha rappresentato nell’antichità un valido elemento fitoterapico oltre che un ottimo ingrediente in cucina. I carciofi risultano essere già coltivati dagli Arabi nel IV sec. a.C. e probabilmente si deve a loro il suo attuale nome, poichè lo chiamavano “karshuf” (o kharshaf).

Carciofi Ortofrutta TreviLa coltivazione dei carciofi

Il carciofo è uno di quei prodotti che appartiene alla famiglia delle composite, gruppo di ortaggi molto ampio e vario in cui si rintracciano sia ortaggi da tubero che verdure da fiore e verdure da foglia.
La sua coltivazione non si presenta come quella classica da orto annuale, ma è piuttosto impegnativa anche in termini di tempo e spazio: si protrae per diversi anni e ha una coltura pluriennale, come l’asparago.
Può durare fino a 10-12 anni, per cui è importante il controllo attento dell’assenza di malattie fungine. Spesso, dopo circa 4 anni, si tende a spostare in un’altra area dell’orto la carciofaia.
Carciofi Ortofrutta TreviTerreno. Per poter piantare il carciofo è preferibile predisporre di un terreno dal ph neutro in un’area ben esposta al sole; è buona prassi lavorare accuratamente e in profondità (fino a 40 cm) il terreno poiché le radici del carciofo hanno proprietà fittonanti, ovvero riescono ad intercettare l’acqua nel terreno e, dunque, a soddisfare in maniera quasi autonoma il loro bisogno idrico.
Il suolo deve essere ben concimato – con letame (fino a 5 kg al metro quadro) o compost – e umido ma è necessario evitare il ristagno di acqua che potrebbe causare marciumi e funghi. In tutte le operazioni per la sua realizzazione, è necessario considerare che la carciofaia durerà anni. Preparato il terreno, possiamo procedere con l’impianto.

Carciofi Ortofrutta TreviSemina, polloni o ovuli: quando?

Semina. Se effettuata in semenzaio, il periodo ottimale risulta essere febbraio-marzo, mentre se si mette il carciofo a dimora nell’orto ci si sposta ad aprile o maggio.
Trapianto. Il suo trapianto, invece, avviene verso maggio, ed è necessario abbondare con l’irrigazione.

Se utilizziamo per la semina i polloni (carducci), cioè i germogli prelevati dalla base della pianta, è necessario tagliarli con la radice e con una lunghezza di almeno 25 cm e devono avere già qualche foglia; si può procedere in questo tra marzo-aprile o settembre-ottobre.

Carciofi Ortofrutta TreviPer riprodurre i carciofi possiamo usare anche gli ovuli, ovvero i germogli ancora chiusiottenuti durante l’operazione di diccioccatura. Con questa operazione, il terreno viene smosso, concimato e, durante il periodo di dormienza (luglio-agosto), viene impiantato l’ovulo a 4 cm di profondità.

In ogni tipologia di semina, è necessario mantenere un ampio spazio realizzando file distanti uno o due metri, lasciando un intervallo simile tra le piante.

Coltivazione: una carciofaia nell’orto

Carciofi Ortofrutta TreviClima. La pianta del carciofo teme le gelate quindi è necessario coprirla con un telo dopo il trapianto; inoltre, è buona prassi procedere sempre alla pacciamatura (operazione che consiste nel ricoprire con dei materiali il terreno circostante la pianta per evitare: sia la crescita di piante infestanti sia mantenere più riparato il terreno, proteggendo la pianta stessa).

Il carciofo vive come periodi ottimali quelli freschi, poichè va in dormienza durante la stagione calda o in scarsità di acqua. Per “svegliarlo” possiamo procedere ad un’abbondante irrigazione che, al fine di ottenere una cospicua produzione, dovrà essere particolarmente frequente.

Carciofi Ortofrutta TreviDopo un anno circa dal trapianto, si formeranno nuovi germogli alla base del cespo del carciofo; si procede così  alla già citata diccioccatura, ovvero alla rimozione dei nuovi germogli, detti ovuli, con un coltello; si può procedere anche alla scardicciatura, cioè alla rimozione degli stessi, già carducci, poichè mostrano qualche foglia.

Come abbiamo anticipato, ovuli e carducci possono essere utilizzati per gli impianti: con gli ovuli si necessita di minor acqua, mentre i carducci sono più veloci nel loro sviluppo.

Carciofi Ortofrutta TreviLa raccolta dei carciofi

Quelli che vengono chiamati frutti in realtà sono i fiori dei carciofi, detti anche boccioli o capolini; questi ultimi, prodotti dall’apice della pianta, sono i frutti di migliore qualità. Le sue diramazioni principali ne producono di seconda scelta mentre le diramazioni secondarie producono carciofini usati soprattutto per conserve.

Raccolta. Il momento giusto per raccogliere i carciofi è quando le punte sono ben chiuse e il capolino ha le giuste dimensioni: dalla forma allungata a seconda della specifica varietà coltivata. La raccolta è scalare, ovvero avviene in linea con il clima e la posizione geografica: le varietà primaverili si raccolgono da fine febbraio per tutta la primavera, mentre quelle autunnali, da settembre-ottobre.

Ogni pianta produce circa 10 carciofi; dovrà essere asportato ogni carciofo con porzione di gambo, circa 5 cm; se lasciato sulla pianta, il carciofo invecchia e diventa duro fino ad appassire.

Le varietà di carciofo più comuni e migliori da consumare sono:

  • Carciofo romanesco, necessita di un clima mite, è una variante tardiva primaverile, di cui si raccolgono i frutti fino in primavera.
  • Carciofo violetto, dalla forma affusolata, è ottimo da mangiare anche crudo.

Carciofi Ortofrutta Trevi

Importanti caratteristiche nutrizionali 

Il carciofo ha una buona quantità di proprietà nutritive; è un alimento particolarmente adatto ai diabetici poichè ha un basso indice glicemico

È caratterizzato da un apporto calorico di poche calorie, circa 22 per 100 gr. Tuttavia è ricco di potassio e sali minerali. Non ininfluente il contenuto di ferro, mentre scarso è l’apporto di vitamine.

Contiene flavonoidi con proprietà antiossidanti: beta-carotene, luteina e zeaxanthina. Essi sono coadiuvanti nella digestione poichè regolano il transito intestinale e proteggono il fegato.

Il consumo di carciofi è sconsigliato nei soggetti che soffrono di calcoli biliari in quanto possono creare il blocco o l’ostruzione del dotto biliare con conseguenti coliche dolorose.

 

Carciofi Ortofrutta TreviCarciofi in cucina

Come ogni verdura o ortaggio, il segreto per consumare i carciofi senza disperdere nessuna delle proprietà nutritive è quello di ridurre al minimo il tempo di cottura. Più si riduce la loro cottura più aumenta la digeribilità e maggiori sono le proprietà benefiche.

Come pulire i carciofi?

La pulizia dei carciofi richiede un po’ di tempo ma non è così difficile come sembra. Appena tagliato tende a diventare scuro, ossidandosi molto velocemente. Quindi è opportuno immergerli subito in acqua e limone.

Ugualmente, per pulire i carciofi, è bene usare dei guanti, altrimenti potrebbe annerirsi la vostra pelle a causa delle sostanze in essi contenute. Eliminiamo le foglie più dure, arrivando al cuore del carciofo; puliamo il gambo, eliminando la parte finale e rimuovendo lo strato fibroso più esterno.

Tagliamo le punte, fino a 2-3 cm. Procediamo tagliando a metà i carciofi, poi in quarti ed eliminiamo la peluria interna, la “barba” del carciofo, utilizzando un coltello. Inserite i carciofi in una ciotola con acqua e succo di limone, lasciandoli in ammollo per una ventina di minuti. Una volta scolati, utilizzateli come previsto dalla ricetta.

Il carciofo nella tradizione culinaria romana

Carciofi Ortofrutta TreviUn piatto tipico della tradizione della cucina romana e laziale, che deriva  dalla tradizione culinaria ebraica (come indica il nome) sono i Carciofi alla giudia, di cui vi lasciamo la ricetta. Un’altra preparazione tipica romana, prevede la cottura dei carciofi al forno.

Per questa ricetta sono adatti i carciofi romaneschi, o comunque piuttosto grossi, ma giovani, teneri e senza spine. Dopo la loro pulizia, vanno privati della punta lasciando un paio di centimetri di gambo.

Allarghiamone le foglie, togliendo loro la barba interna e per poterli condire internamente al meglio con il trito di prezzemolo, aglio e mentuccia. Rosoliamoli nell’olio, aggiungendo qualche acciuga. Disponiamoli a testa in giù in una teglia da forno, saliamo, cospargiamo di olio e ricopriamo di acqua. Cuociamoli così incoperchiati fino a quando non diventeranno teneri; sarà necessaria circa un’ora in forno a 170°.

Tonnarelli carciofi, cacio e pepe 

  • Carciofi Romaneschi 3;
  • Tonnarelli 400 g;
  • Prezzemolo 1 mazzetto;
  • Olio extravergine di oliva q.b.;
  • Aglio 1 spicchio;
  • Pecorino Romano 100 g;

In questa ricetta utilizzeremo i tonnarelli già pronti; se volete, ovviamente, potrete prepararli voi fatti in casa. Iniziamo con il pulire i carciofi; facciamo soffriggere leggermente in una padella uno spicchio di aglio con l’olio poi uniamo i carciofi, saliamo e lasciamo cuocere per una decina di minuti, aggiungendo anche il prezzemolo.

Mentre la pasta cuocerà in abbondante acqua salata, in una terrina in cui versiamo un filo di olio, aggiungiamo il pecorino e un po’ di acqua di cottura della pasta in modo che il formaggio possa sciogliersi; aggiungiamo il pepe poi uniamo i tonnarelli mantecando bene il tutto.

Carciofi Ortofrutta TreviCarciofi trifolati

Un modo saporito ma più semplice di preparare i carciofi è quello di farli trifolai in padella; per 4 persone ci serviranno questi ingredienti:

  • Carciofi 6:
  • Aglio 1 spicchio;
  • Limone 1;
  • Prezzemolo 20 g;
  • Mentuccia 10 foglie;
  • Sale q.b.;
  • Olio extravergine di Oliva 75 ml;
  • Acqua 100 ml.

Puliamo i carciofi, eliminando le foglie più dure e immergendoli nell’acqua limonata come spiegato precedentemente. Laviamo e tritiamo il prezzemolo, spelliamo e schiacciamo l’aglio.  Prepariamo un leggero soffritto con aglio e olio, uniamo i carciofi e i gambi, il sale e metà del prezzemolo oltre alla menta.

Mescolateli di tanto in tanto scuotendo la pentola, cercando di evitare di usare la forchetta per non rovinarli. Si può verificare la loro cottura, infilzando la testa del carciofo; una volta cotti, cospargete con prezzemolo restante.

I carciofini, inoltre, possono essere preparati anche come conserva; ottimi come antipasto, contorno o da utilizzare per impreziosire qualsiasi ricetta.

 

 

Vi piacciono i carciofi? Come siete soliti cucinarli? Grazie per aver letto questo post. Lasciateci un commento qui sotto, saremo lieti di leggervi.

Presso la Trevi srl troverete un’ampia scelta di carciofi. Veniteci a trovare, vi aspettiamo insieme a tutti i nostri prodotti, sempre freschi. Ci troviamo a due passi dalla Fontana di Trevi.

Cavoletti di Bruxelles

I cavoletti di Bruxelles, il cui nome scientifico è Brassica oleracea var. gemmifera, sono un alimento molto utilizzato nella cucina moderna e quotidiana. Appartengono alla grande famiglia delle Crocifere, piante caratterizzata dal fiore a quattro petali (la stessa di cavoli, broccoli e rucola); sono particolarmente apprezzati per realizzare ricette tipicamente invernali e autunnali.

Cavoletti di Bruxelles Ortofrutta Trevi srl

Agglomerati di foglie

L’origine della loro coltivazione sembra risalire al XIII secolo; e, come è facile intuire, il loro nome si riferisce a quella che dovrebbe essere la prima zona che, pare, abbia accolto la loro originaria coltivazione, in prossimità della città belga. Tuttavia sono una specie fortemente coltivata anche in Italia.

Quando si acquistano, è bene controllare che non abbiano foglie ingiallite e che siano tutti più o meno della stessa grandezza, in modo che possano cuocere uniformemente.

I cavoletti non sono altro che i germogli ascellari della pianta, ovvero degli agglomerati di foglie a forma globulare che crescono al di sotto delle foglie principali. Sono formati da foglioline l’una sopra all’altra.

La pianta da cui sono prodotti, presenta un fusto che può raggiungere fino a 1 metro di altezza con foglie più o meno rotonde all’apice, rugose e di colore verde.

Il fusto termina con un ciuffo di foglie a palla; lungo di esso si innestano altre foglie con germogli a forma di glomeruli arrotondati (cavolini) che possono raggiungere un numero di 25-30.

La coltivazione dei cavoletti di Bruxelles

Cavoletti di Bruxelles Ortofrutta Trevi srlIl clima preferibile per la coltivazione è quello mediamente fresco mentre il terreno ideale è solitamente quello più morbido e di medio impasto, arricchito con concimi azotati o organici.

Anche se i cavoletti di Bruxelles possano essere coltivati tutto l’anno, la semina è solitamente compresa tra giugno e ottobre in modo da garantire un buon raccolto dall’inizio dell’autunno fino ai primi mesi dell’inverno.

La coltivazione è estremamente semplice e lineare: una volta piantati i semi, si aspettano un paio di settimane per trapiantare il germoglio nato da essi. Necessitano di acqua soprattutto subito dopo il trapianto e nella prima fase di ingrossamento.

 

La raccolta degli ortaggi

Avviene quando i germogli ascellari raggiungono la grandezza adatta al consumo: in genere un paio di mesi dopo il trapianto definitivo.

Per la manutenzione, si provvede alla rimozione delle erbacce o di altre specie infestanti che possono ostacolare la loro crescita; si possono registrare anche rese di 1-2 kg/mq. 

Questa tipologia di cavoletti sono ortaggi utilizzati soprattutto nella cucina del nord, anche se, grazie alle loro numerose proprietà nutritive si sta diffondendo in tutta Italia. A differenza del cavolfiore, ad esempio, o dei broccoli, i cavoletti sono i germogli e non il fiore della pianta.

Cavoletti Bruxelles Ortofrutta Trevi srlLe proprietà dei cavoletti di Bruxelles

Dal punto di vista nutrizionale essi contengono principalmente acqua, grassi, proteine, zuccheri e fibre alimentari.

Sono ricchi di sali minerali, come calcio, sodio, potassio, fosforo, magnesio, ferro, selenio, rame, manganese e zinco; particolarmente elevato anche l’apporto di vitamine, come A, B1, B2, B3, B5, B6, C, E, K e J.

Inoltre contengono folati, beta-carotene, luteina e zeaxantina. Si trovano in essi molti amminoacidi, come cistina, arginina, fenilalanina, lisina, leucina, istidina, metionina, treonina, triptofano e valina.
Grazie a tutte queste sostanze nutritive, i cavoletti agiscono positivamente nella prevenzione tumorale offrendo al nostro organismo ottimi benefici.

Cavoletti di Bruxelles Ortofrutta Trevi srlIl loro consumo contribuisce al corretto funzionamento delle proprietà diuretiche e antinfiammatorie; abbassano il colesterolo e, inoltre, hanno uno scarso apporto calorico, ponendosi come un ottimo ingrediente da inserire nella nostra dieta.

I cavoletti di Bruxelles sono ricchi di antiossidanti, importanti elementi in grado di contrastare l’attività dei radicali liberi.  Le uniche controindicazioni possono essere i problemi digestivi e la  flatulenza.

 

Dall’orto alla cucina: cavoletti in padella con pancetta

Cavoletti di Bruxelles Ortofrutta Trevi srl

Cuocere i cavoli in padella dopo una leggera sbollentata è sicuramente il modo più veloce per prepararli. L’aggiunta di pancetta conferirà loro un gusto più deciso. Ecco cosa ci serve:

  • q.b.

Tagliamo i cavoletti a metà per la loro lunghezza e riponiamoli in una pentola, ricoperti di acqua. Aggiungiamo 2 cucchiai di olio, sale e facciamo bollire; dopo un paio di minuti scoliamoli.

Cavoletti di Bruxelles Ortofrutta Trevi srl

Tagliamo la pancetta a listarelle sottili e facciamola rosolare qualche minuto in una casseruola con 3 cucchiai di olio; uniamo la cipolla e pezzi e proseguiamo fino a quando non imbiondirà, dopo circa 3-4 minuti.

Unite il prezzemolo tritato, una presa di paprica dolce (nelle dosi che preferite), i cavoletti e l’acqua necessaria a coprire a filo e proseguite la cottura a fiamma vivace fino a quando il liquido non sarà evaporato per circa un quarto d’ora. Servite ben caldi!

 

Barchette di brisèe con cavoletti

Cavoletti di Bruxelles Ortofrutta Trevi srlCavoletti di Bruxelles Ortofrutta Trevi srl

  • Sale e pepe q.b.;

Ecco un simpatico secondo piatto in cui possiamo utilizzare questo ortaggio come farcitura: il risultato è garantito! Le barchette possono essere utilizzate anche come antipasto.

Puliamo e laviamo i cavoletti; lessiamoli in acqua bollente, un po’ salata poi scoliamoli e facciamoli raffreddare. Sminuzziamoli e amalgamiamoli con le uova sbattute, aggiungendo anche sale e pepe. Togliete la parte interna nera alle code di gambero; imburrate e infarinare gli stampini e riempiteli con la pasta brisèe.

Riempite le barchette con il composto preparato; guarnite ogni stampino con una coda di gambero e infornate per circa un quarto d’ora a 180°. Sfornate e servite.

Cavoletti di Bruxelles Ortofrutta Trevi srlCavoletti gratinati

In questa ricetta i cavoletti si trasformano in qualcosa di appetitoso a cui è impossibile resistere: anche i bambini non potranno farne a meno. Ecco cosa ci servirà:

  • Cavoletti di Bruxelles 700 g;
  • Burro 50 g;
  • Pancetta tesa 100 g;
  • Formaggio Emmenthal 100 g.;
  • Besciamella 500 g;
  • Olio Extravergine di Oliva 2 cucchiai;
  • Sale e pepe q.b.

Lessiamo i cavoletti in acqua salata per 10 minuti, scolateli e teneteli da parte. Per preparare la besciamella è necessario far fondere il burro e aggiungete la farina.

Poi unite il latte poco alla volta onde evitare la formazione di grumi. Dovrete ottenere un composto non troppo liquido che si addenserà del tutto durante la cottura in forno.

Non appena la besciamella si sarà addensata (anche secondo i vostri gusti) salatela e aggiungete della noce moscata a piacere.

Cavoletti di Bruxelles Ortofrutta Trevi srl

Intanto tagliate la pancetta a listarelle e fatela rosolare in padella;  aggiungete, successivamente, anche i cavoletti di Bruxelles e fateli saltare per pochi minuti. Infine imburrate una pirofila e trasferite al suo interno i cavoletti con la pancetta.

Grattugiate l’emmental all’interno della besciamella e mescolate in modo che si sciolga. Tagliate il formaggio rimasto a dadini e distribuitelo sui cavoletti; versate, quindi, la besciamella coprendo tutti gli ingredienti.

Infornate la pirofila a 180°C per 15 minuti. Quando i cavoletti saranno ben gratinati in superficie, sfornate e fate riposare poi servite.

Vi piacciono i cavoletti di Bruxelles? Come siete soliti mangiarli? Li utilizzate soprattutto come contorno oppure per realizzare condimenti per primi piatti? Grazie per aver letto questo post. Lasciateci un commento qui sotto, saremo lieti di leggervi.

Presso la Trevi srl troverete un ampio assortimento di ortaggi appartenenti alla famiglia dei cavoli. Veniteci a trovare, vi aspettiamo insieme a tutti i nostri prodotti, sempre freschi. Ci troviamo a due passi dalla Fontana di Trevi.

Spinaci, semplici e resistenti

Gli spinaci sono una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae, la stessa delle bietole. Il suo nome scientifico è Spinacia oleracea e, all’interno di questa specie esistono molte varietà.
Indissolubilmente legati al mito di Braccio di Ferro, sono qualificati, grazie a questo, come alimento dalle proprietà particolarmente rigeneranti. Sono un ortaggio dalla presenza importante sulle tavole degli italiani.

Spinaci Ortofrutta Trevi srl RomaCome coltivare gli spinaci

La loro coltivazione venne importata nel nostro paese dagli Arabi, sin dal lontano XIII secolo. Questo ortaggio cresce abbastanza rapidamente e può essere seminato tanto in vaso che direttamente nel terreno.

Non richiede cure particolari; è importante però, prima di procedere nella semina, scegliere un terreno col ph giusto – preferibile 6.5 o leggermente superiore – evitando di utilizzare concimi a base nitrica, dal momento che potrebbero accumularsi nelle foglie e renderli leggermente tossici.

Spinaci Ortofrutta Trevi srl RomaSolitamente si preferisce collocare le piantine in zone ombreggiate; il terreno deve essere ben lavorato al fine di drenarne l’acqua in eccesso.

Le piante coltivate nel terreno possono essere seminate in file distanti circa 30 cm l’una dall’altra e le piantine possono distare 15 cm tra loro.

I semi devono essere collocati ad una distanza di circa 5 cm, ad una profondità di 1 cm circa, per poi diradare le piante una volta che saranno spuntate.

La pianta è particolarmente resistente; sono ortaggi che si prestano ad essere seminati tutto l’anno, ma il periodo di semina più intensivo è quello primaverile, marzo, aprile e, successivamente, settembre per poterli gustare in autunno.

La raccolta degli spinaci

La loro crescita è veloce e il raccolto deve essere effettuato relativamente presto, prima della fioritura, altrimenti le foglie, che sono la parte commestibile, iniziano ad indurirsi.

Spinaci Ortofrutta Trevi srl RomaQuest’ultime possono essere mangiate in qualsiasi momento: quelle più giovani sono più tenere e possono essere mangiate anche crude ad insalata; quelle più grandi è preferibile mangiarle cotte.

La raccolta delle singole foglie è fortemente consigliata soprattutto in caso di coltivazione in vaso. La pianta così ha modo di sviluppare foglie più piccole e originarne altre.

Si preferisce procedere alla raccolta in una giornata completamente asciutta, quando sia la pianta che il terreno sono asciutti. Laddove raccogliate l’intera pianta, utilizzate un coltello, recidendo la rosetta delle foglie ad una profondità di circa 2 cm così potranno nascere nuove foglioline.

Spinaci Ortofrutta Trevi srl Roma

Le proprietà nutritive

Gli spinaci sono un alimento ricco di ferro e di vitamine; hanno proprietà antiossidanti e, essendo ricchi di fibre, regolano la peristalsi e la funzione dell’intestino.

La presenza dell’acido ossalico e dei suoi derivati, rendono però alcune delle proprietà principali di questi ortaggi difficilmente assimilabili ma queste sostanze possono essere disattivate dalla cottura o aggiungendo succo di limone per condirli.

Spinaci Ortofrutta Trevi srl Roma

La clorofilla di cui sono ricchissimi aiuta ad assorbire ferro; attenzione però a chi soffre di osteoporosi oppure è reduce da una frattura ossea che deve calcificarsi.

Se mangiati troppo frequentemente, possono infatti limitare l’assorbimento del calcio da parte del nostro organismo, quindi in questi casi è bene consumarli con moderazione o farsi seguire da un nutrizionista.

Alcuni altri effetti collaterali registrati sono relativi all’accumulo di calcoli renali, derivati principalmente dall’assimilazione dell’ossalato di calcio, quindi le persone predisposte alla formazione di queste calcificazioni dovrebbero consumarne in quantità moderate.

In 100 grammi di spinaci, che hanno un totale di sole 23 Kcal, coesistono una grossa componente d’acqua (90%), le proteine al 3,5%, 558 mg di potassio e 2,9 mg di ferro.

Il potere antiossidante è garantito dalla presenza delle vitamine E e K. Sono alleati del cuore e della vista e svolgono una importante funzione regolatrice del funzionamento intestinale.

Il mito del braccio di ferro (Popeye) relativo alla credenza che gli spinaci fossero una fonte importante di ferro è, in realtà, legato ad un errore di trascrizione nelle primissime tabelle nutrizionali (uno zero in più!). Il ferro è sì contenuto ad alte percentuali ma rimane pressochè inutilizzato a causa della forma chimica e della presenza di ossalati e derivati.

Spinaci Ortofrutta Trevi srl RomaIdee culinarie

Gli spinaci sono da sempre l’ingrediente perfetto da abbinare con ricotta o altro formaggio morbido, per realizzare appetitosi ripieni: dalle torte rustiche ai cannelloni, dalle sfoglie alle crepes.

Realizzare questo ripieno è davvero facile: basterà lessarli leggermente ed unire gli ingredienti, aggiustare un po’ di sale ed il gioco è fatto!

Spinaci Ortofrutta Trevi srl Roma

Pesto di spinaci

Una volta che realizzerete questo pesto, può essere utilizzato come preferite: non solo come condimento per la pasta ma anche ripieno per lasagne, come crema da spalmare su pane o per insaporire la carne o il pesce.

La sua preparazione è davvero semplice.

  • Spinaci 200 g
  • Grana 30 g.
  • Mandorle 30 g
  • Aglio 1 spicchio
  • Sale q.b.Spinaci Ortofrutta Trevi srl Roma
  • Olio Evo 50 ml
  • Basilico q.b.

Lavate gli ortaggi e cuoceteli a vapore per un paio di minuti, in modo da preservare le loro caratteristiche nutritive. Metteteli in una ciotola insieme alle mandorle pelate, allo spicchio d’aglio al formaggio  grattugiato, a qualche foglia di basilico, al sale e all’olio. Infine, mixate il tutto mano a mano che versate l’olio a filo: otterrete una crema omogenea che non dovrà risultare troppo liquida.

Spinaci al burro

  • Spinaci freschi puliti 500 g.
  • Aglio 1 spicchio

  • Burro 25 g.
  • Parmigiano grattugiato 25 g.
  • Sale q.b.
  • Parmigiano in scaglie 10 g

Cuocete gli spinaci a vapore per 5 minuti circa.  Poi sciogliete il burro in una padella antiaderente, facendo dorare al suo interno uno spicchio d’aglio. Aggiungete gli spinaci e lasciate insaporire per qualche minuto, aggiustando di sale. Unite il parmigiano grattugiato e mescolate; cospargete con le scaglie e servite i vostri spinaci.

Frittata di spinaci Spinaci Ortofrutta Trevi srl Roma

Un altro piatto classico ma pratico e veloce da realizzare è la frittata con spinaci. Per 4 persone ci serviranno:

  • Uova 4
  • Spinaci 250 g.
  • Parmigiano 25 g.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
 Puliamo gli spinaci e cuociamoli al vapore un paio di minuti, avendo cura poi di strizzarli e tritarli grossolanamente con un coltello. Apriamo le uova in una ciotola, sbattiamole e aggiungiamo sale, pepe e parmigiano. Uniamo anche gli spinaci ed amalgamiamo per bene. Trasferiamo questo composto in una teglia imburrata; cospargiamo l’intera superficie di formaggio e inforniamo in forno statico a 180° per 25 minuti. Tagliatela a spicchi o cubetti e servite la vostra frittata.
Infine, vi lasciamo il link per curiosare il procedimento per realizzare una centrifuga di spinaci.

 

Nel vostro orto avete gli spinaci? Come siete soliti mangiarli? Grazie per aver letto questo post, lasciaci un commento qui sotto, è sempre ben accetto.

Vieni a trovarci, oltre ad un ampio assortimento di legumi, troverai tantissimi prodotti, sempre freschi. Ci troviamo al centro di Roma, a poca distanza dalla splendida Fontana di Trevi. Se hai domande, contattaci pure, saremo lieti di risponderti.

Da orto, da foraggio e da zucchero: le varietà di barbabietola

La barbabietola è una pianta conosciuta e diffusa in tutta Italia, di cui esistono diverse varietà differenziate anche nell’impiego cui sono destinate. Le barbabietole da foraggio sono impiegate nell’alimentazione del bestiame da allevamento mentre quelle da zucchero, con un’altissima componente di saccarosio, vengono utilizzate nell’industria saccarifera.
La varietà più diffusa è anche detta barbabietola rossa e si caratterizza per essere una pianta erbacea biennale, di cui possono essere consumate sia le foglie, cotte, sia le radici a forma di tubero dal colore rosso brillante.

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl RomaBarbabietola da orto

La pianta di barbabietola ha bisogno di una concimazione moderata ed è adattabile a molti tipi di terreno che, tuttavia, sarà necessario mantenere sempre adeguatamente umido. Non richiede di essere piantata in pieno sole, accontentandosi anche della mezzombra.

Si tratta di un tubero che può essere seminato in primavera in pieno campo. Viene distribuito in file a 25 – 30 centimetri di distanza l’una dall’altra; i semi possono essere depositati a 10 centimetri di profondità, salvo poi diradare le piantine una volta cresciute.

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl RomaTra una piantina e l’altra è bene sempre mantenere una distanza di almeno 15 centimetri in modo tale che le radici commestibili possano svilupparsi completamente. In caso di coltivazione con seme, esso va posto nel terreno ad una profondità di 2 o 3 centimetri.

Le barbabietole gradiscono particolarmente l’operazione di pacciamatura: può essere effettuata spargendo della paglia tutto intorno alla semina e mantenendo l’habitat umido; è richiesta irrigazione costante per evitare che la radice diventi troppo coriacea e risulti difficile da mangiare.

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl RomaPossono essere consumate sia crude (magari grattugiata nelle insalate) che cotte. Il procedimento di cottura disattiva gli ossalati naturalmente presenti nella radice, ma riduce anche in parte le altre proprietà nutritive, come accade nei procedimenti di cottura della maggior parte degli ortaggi.

 

La raccolta delle barbabietole

Le barbabietole si raccolgono dopo circa due mesi dalla semina. La radice è sempre ben visibile ad occhio nudo, quindi è facile capire quando è il momento di coglierle; mancando un processo di maturazione, si può optare per le radici più giovani, particolarmente tenere e gradevoli da consumare anche crude.

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl RomaSi consiglia di non far crescere troppo il tubero: al massimo 10 centimetri di diametro. Possono essere conservate in un luogo fresco ed ombroso, spesso in cantina. La conservazione in una cassetta, coperte di sabbia umida costituisce l’habitat ottimale per mantenerle fresche a lungo.

La barbabietola fa bene?

Possiamo considerarle un concentrato di sali minerali e vitamine. La barbabietola rossa si caratterizza per la presenza di tanti sali minerali e vitamine ed è composta principalmente da acqua. Ricca di magnesio, potassio (325 mg per 100 grammi) e di fosforo, che la rendono un alimento dalle particolari caratteristiche antiossidanti. La presenza dei flavonoidi serve a preservare l’organismo dall’azione dei radicali liberi.

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl RomaEssendo ricca di Vitamina B, nella barbabietola si registra la presenza dell’importante acido folico (vitamina del gruppo B9) che è particolarmente utile alle mamme in gravidanza per incentivare lo sviluppo del feto e prevenirne difetti di sviluppo.

La ricchezza di sali minerali rende il succo e la radice della barbabietola particolarmente adatte ad essere consumate in caso di anemia; con le sue proprietà contrasta anche i disturbi cardiovascolari ed è un valido alleato contro il tumore al colon.

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl RomaInfine, le vitamine presenti nella barbabietola rafforzano i capillari e contribuiscono ad un generale miglioramento della circolazione sanguigna. A 100 grammi di barbabietole corrispondono a 43 Kcalorie.

Nonostante la loro azione contrasti le malattie del fegato, la presenza di acido ossalico nelle barbabietole e nei suoi derivati è controindicata a chi soffre di calcoli renali. Essendo inoltre un alimento che contiene zuccheri (7 grammi ogni 100 grammi) è da consumare con attenzione nel caso di diabete.

Barbabietole in cucina

La barbabietola è un tubero molto dolce che si presta ad essere impiegato come ingrediente a crudo, magari nelle insalate, oppure cotto; se lo utilizzate previa cottura, il suo particolare colore tingerà ogni vostro piatto!

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl Roma

Risotto alla barbabietola

  • Riso 320 g;
  • Barbabietole precotte 260 g;
  • Yogurt Greco 100 g.;
  • Brodo vegetale 1 litro;
  • Scalogno 1;
  • Vino bianco 30ml;
  • Timo 2 rametti;
  • Sale q.b.
  • Olio Extravergine di oliva 30 ml;

Per realizzare il risotto ci occorrerà del brodo vegetale, preparatene quindi circa 1 litro. Tagliate le barbabietole a fette poi unitele insieme ad un mestolo di brodo e frullatele con un mixer ad immersione. Tagliate a dadini lo scalogno poi, in un tegame versatelo insieme all’olio e lasciate rosolare per qualche minuto mescolando spesso.

Versate il riso e, dopo averlo fatto tostare per circa 3 minuti, sfumatelo con il vino bianco e dopo che questo sarà evaporato, aggiungete il brodo vegetale un mestolo alla volta, ogni volta che si asciugherà troppo. Trascorsi circa 10 minuti dalla cottura, versate metà della purea di barbabietola. Salate e proseguite la cottura per altri 5 minuti, aggiungendo sempre all’occorrenza il brodo, poi versate la restante purea e mescolate. Ultimate la cottura del risotto, ci vorranno altri 5 minuti circa; appena sarà pronto, spegnete il fuoco e mantecate con olio di oliva. Distribuite sui piatti la barbabietola restante, tagliata a cubetti , guarnite con yogurt greco e foglioline di timo fresco.

Pasta con Pesto alla barbabietola

Ecco le dosi per preparare questo primo piatto per 4 persone:
Barbabietola Ortofrutta Trevi srl Roma

  • Pasta 400 g;
  • Sale q.b.;
  • Basilico qualche foglia;
  • Panna fresca liquida 150 ml;
  • Pinoli 50 g;
  • Parmigiano reggiano 50 g; 
  • Olio di oliva 130 ml;
  • Limoni 1 il succo;
  • Basilico 6 foglie;
  • Timo 3 rametti tritato;
  • Barbabietole 400 g lessate.

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl RomaPeliamo le barbabietole poi affettiamole con uno spessore di circa 2 cm; disponiamo le fette sopra una teglia da forno in modo che non si sovrappongono. Cospargiamo un filo di olio di oliva, sale e timo tritato; cuocete in forno preriscaldato a 200° per 35 minuti. A cottura ultimata, facciamo raffreddare la barbabietola poi aggiungiamo i pinoli, l’olio e frulliamo il tutto per pochi istanti. Uniamo parmigiano, basilico e mixiamo nuovamente fino ad ottenere un composto omogeneo. Incorporiamo panna liquida e nuovamente frullate; aggiungiamo anche il succo di un limone filtrato. Cuociamo la pasta (del taglio che preferite) in abbondante acqua salata; trasferite in una padella il pesto di barbabietola, poi, a cottura ultimata, versate anche la pasta al suo interno. Fatela saltare qualche secondo per amalgamare il tutto e cospargete una manciata di pinoli interi. Servitela ben calda!

Torta di barbabietola e cacao

Sì, avete letto bene: possiamo utilizzare la barbabietola anche come ingrediente per squisite torte! Il risultato sarà soffice e saporito. Ecco la ricetta:

  • Zucchero 190 g.;
  • Farina 00 260 g;
  • Barbabietole precotte 400 g.;
  • Cioccolato fondente 130 g.;
  • Olio di semi di mais 230 g.;
  • Lievito in polvere 16 g.;
  • Baccello di vaniglia 1.

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl RomaRiduciamo a dadini le barbabietole già cotte; versiamole in un contenitore, aggiungiamo un filo di olio e frulliamo con un mixer. Otterremo una crema omogenea. Ora tritiamo il cioccolato in modo grossolano e facciamolo sciogliere a bagnomaria.

Mentre si raffredda pensiamo all’impasto: uniamo zucchero e uova, semi della bacca di vaniglia e aiutandoci con uno sbattitore elettrico creiamo un composto ben spumoso, occorreranno circa 1 minuti. Uniamo l’olio e continuiamo. Setacciamo la farina con il lievito e aggiungiamoli all’impasto un poco per volta.

Infine uniamo anche il cioccolato e amalgamiamo il tutto. A questo punto unite anche la crema di barbabietola, poi versate il composto in una tortiera precedentemente imburrata e foderata.

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl Roma

Cuocete in forno statico preriscaldato a 170° per 65 minuti. Appena cotto (fate la prova dello stecchino!), sfornate il dolce e lasciatelo intiepidire. Cospargete di zucchero a velo in superficie, se di vostro gradimento.

Qui vi lasciamo il link in cui troverete la ricetta della zuppa Bortsch,  famosa zuppa a base di barbabietola originaria dei paesi dell’Est come Russia e Ucraina.

 

Vi piace il sapore della barbabietola? Come siete soliti consumarle? Grazie per aver letto questo post, lasciaci un commento qui sotto, è sempre ben accetto.

Vieni a trovarci, troverai oltre alle barbabietole, tantissimi prodotti, sempre freschi. Ci troviamo al centro di Roma, a poca distanza dalla splendida Fontana di Trevi. Se hai domande, contattaci pure, saremo lieti di risponderti.